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Quotidiano di Sicilia
Caltanissetta - I riflettori puntati sull’Ato Cl1 la società risponde alle accuse
di Annalisa Giunta

Elencati i risultati conseguiti nell’ultimo periodo, in particolare per quanto riguarda la differenziata. Parla il presidente Cimino: “Vogliamo squarciare le ombre gettate su di noi”

Tags: Ato, Rifiuti, Differenziata, Giuseppe Cimino



CALTANISSETTA - “Vogliamo fare chiarezza e squarciare le ombre gettate sulla società che gestiamo”.
Con queste parole il presidente dell’Ato Cl1, Giuseppe Cimino, ha risposto alle accuse mosse nei giorni scorsi alla gestione della società d’ambito.

“Qualsiasi accusa si voglia fare ricadere sull’Ato Cl1 - ha detto - bisogna partire dalla costatazione che Caltanissetta è uno dei pochi capoluoghi siciliani più puliti: cassonetti svuotati con regolarità, anche di domenica, spazzamento delle strade e servizi d’eccellenza. Non esisteva la raccolta differenziata e siamo riusciti a portarla al 15% collocandoci al primo posto in Sicilia”.
“Le emergenze rifiuti - ha aggiunto - quelle poche che hanno caratterizzato la gestione del 2006 ad oggi, sono stati brevi episodi e presto risolti”. 

C’era da fare chiarezza anche sul delicato argomento sollevato dal sindaco Michele Campisi sulla non perfetta regolarità dei bilanci.
“Sull’argomento - ha detto il vertice dell’Ato Cl1 - basta rivolgersi all’autorità giudiziaria piuttosto che rivolgersi alla stampa. La procura della Repubblica sta già indagando e sono fiducioso che l’autorità giudiziaria sarà in grado di ripristinare la verità a tutela degli attuali degli amministratori e dei precedenti sulla veridicità e correttezza della situazione patrimoniale e finanziaria della società”.
 

 
CALTANISSETTA - Il presidente dell’Ato Cl1, Giuseppe Cimino ha annunciato di rinunciare alla sua indennità di carica di 2.700 euro, invitando a riconsiderare i costi della politica e a rinunciare alle doppie indennità. Si è precisato che i componenti del Cda percepiscono 600,00 euro mensili e che il loro costo incide solo del 3% sul totale delle spese di gestione. Sull’aumento della Tarsu ha aggiunto che poteva essere evitato.
“La soluzione alternativa - ha detto - poteva essere meno traumatica poiché l’art. 45 della Finanziaria regionale, per i Comuni che il 31 dicembre 2009 abbiano assicurato l’integrale pagamento del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, assicura una premialità per il triennio 2010-2012 sul fondo unico della autonomie locali. Insomma il debito c’entra poco. Semmai la giustificazione dell’aumento va inquadrato nella lettera C dell’art. 4 della L.R. 9/2010, poiché impone per il 2010 l’integrale copertura dei costi”.

Sulle fuga della società Kpmg che per le presunte falsità di bilancio non avrebbe voluto continuare il rapporto, Cimino ha spiegato che l’unico motivo è riconducibile alla noncuranza di alcuni funzionari comunali e alle difficoltà procedurali incontrate.
Altro argomento scottante, quello delle retribuzioni e l’argomento stipendi d’oro, anch’esso sollevato recentemente dal sindaco.
“Abbiamo ereditato dal precedente Cda - ha detto Cimino - cifre esose pagate a qualcuno dei dipendenti, ma li abbiamo dimezzati concedendo degli indennizzi a risultato raggiunto”.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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