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Anche i privati soffrono abbandonati dalle istituzioni
di Cettina Mannino

Situazione deficitaria non solo per le terme a gestione pubblica. E l’Inps prende accordi solo con le strutture a tre stelle



PALERMO – Se per le terme partecipate dalla Regione è un periodo buio, neanche le terme a gestione privata godono di buona salute. Secondo Giuseppe Cutino, titolare delle terme Gorga di Calatafimi, inaugurate nel 1955: “Non c’è interesse da parte delle istituzioni politiche verso il rilancio del settore”. Un “circuito delle terme” in realtà l’assessorato all’Industria della Regione siciliana l’aveva studiato ma non è stato applicato con successo. “Neanche i medici siciliani - sostiene Cutino - hanno conoscenza dei benefici che si possono ottenere dalle cure termali, per cui curano artrosi, ad esempio, con il cortisone”. Abbandono. è questa la sensazione che provano gli operatori del settore termale da parte delle istituzioni. Alcuni imprenditori sollevano, ad esempio, la questione delle convenzioni Inps. “L’istituto - spiega Giuseppe Cutino- ha preso accordi solo con le terme a tre stelle. Succede dunque che i piccoli stabilimenti termali stanno a guardare, pur facendo gli stessi trattamenti”. Altro problema sollevato dagli imprenditori delle terme siciliane è quello del pagamento degli oneri alla Regione siciliana. A fronte della concessione, accordata per la durata di trenta anni e generalmente prorogata, l’impresa titolare deve corrispondere alla Regione Siciliana un canone annuo superficiario, correlato alla superficie che delimita la concessione, più un canone annuo correlato al fatturato annuo dell’azienda (5%) secondo le modalità di cui alla legge regionale n. 4/2003 art. 139 comma 44. Il problema, secondo gli operatori, è che molte aziende hanno annesso all’impianto termale un tabacchi o un albergo. Stabilire il pagamento del 5 per cento non è equo.

Articolo pubblicato il 17 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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