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Costante calo dei posti di lavoro nel 2010 già 38 mila in meno
di Massimo Mobilia

Presentato il Report di Diste e Fondazione Curella sull’occupazione in Sicilia: disoccupazione al 15,8 %. Busetta: “Classe dirigente inadeguata. Necessario investire sulle infrastrutture”

Tags: Disoccupazione, Infrastrutture, Classe Dirigente, Pil



PALERMO – Ancora notizie negative sul fronte dell’occupazione in Sicilia. A dare una fotografia negativa della situazione ci ha pensato, stavolta, il XXXIV “Report Sicilia” curato dal Diste in collaborazione con la Fondazione Curella, che è stato presentato, nei giorni scorsi, presso la sede di Confindustria Palermo.

Secondo le rilevazioni effettuate, nel primo trimestre del 2010, in Sicilia si è registrata una flessione dell’occupazione pari al 2,6 per cento in termini tendenziali (circa 38 mila lavoratori in meno) rispetto al primo trimestre 2009. Di conseguenza, sono aumentate del 9,3 per cento le persone in cerca di prima occupazione (23 mila in più rispetto all’anno precedente). I settori che hanno risentito di più della crisi sono stati il commercio e l’agricoltura, con la presenza di notevoli ristagni occupazionali: il tasso di occupazione è sceso da 43,6 % nel primo trimestre 2009, al 42,2 nel primo trimestre 2010, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 14,3 al 15,8 per cento.

Alla conferenza di presentazione del Report sono intervenuto il presidente di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese, il presidente del Diste, Alessandro La Monica e il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta.
I dati negativi sull’occupazione in Sicilia sono in larga parte una conseguenza della crisi economica registrata, a partire dal settembre del 2008, come evidenziato anche da Pietro Busetta. “Il settembre dell’anno scorso - ha detto il presidente della Fondazione Curella - ha messo l’Occidente di fronte al fatto che nulla che sarà come prima. Siamo a una svolta epocale e in Sicilia bisogna investire sulla logistica. Per questo motivo il polo di Augusta, il ponte sullo Stretto di Messina, l’alta velocità ferroviaria, la Salerno-Reggio Calabria, diventano obiettivi d’investimento infrastrutturale fondamentali e urgenti. Dobbiamo diventare strumentali come regione nei nuovi equilibri che si verranno a creare, ma la classe dirigente siciliana non mi sembra pronta a rispondere su questo fronte”.

Il Report ha fatto anche il punto sulla situazione economica lavorativa registrata nel 2009. L’anno scorso, i lavoratori contabilizzati erano 1 milione e 464 mila, 16 mila in meno rispetto all’anno precedente pari a un tasso negativo dell’1,1 per cento che si contrappone al -1,6 cento del resto d’Italia. Sempre nel 2009, il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 13,9 per cento a fronte del 7,8 per cento nazionale.

Le previsioni per il resto del 2010 non sembrano indicare cambiamenti di rotta. Il Diste prevede, infatti, una caduta ulteriore del Pil. “Abbiamo prestimato una caduta del Pil del 3,5 per cento - ha detto il presidente, Alessandro La Monica - anche se ci sono dati positivi che riguardano le esportazioni. Registriamo quindi un piccolo miglioramento ma dobbiamo considerare che prima che si torni alla normalità passeranno tra i quattro e i cinque anni”. Sul fronte dell’occupazione, infine, il Report Diste ha fornito un’altra previsione negativa, con una smobilitazione di circa 40/45mila occupati pari al -3 per cento rispetto al 2009. Stando così le cose, dal 2006 ad al 2010 si perderebbero ben 83 mila posti di lavoro. A questo punto è quanto mai urgente che la politica regionale predisponga un piano d’intervento che punti almeno a garantire l’occupazione esistente.

Articolo pubblicato il 20 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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