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“Confindustria Sicilia esempio per il Nord”
Racket anche in Lombardia. L’assessore regionale alle Attività produttive ha invitato ad imitare il sistema di legalità dell’Isola. Venturi: “Le aziende iniziano a denunciare le estorsioni”. Gli imprenditori collusi fuori dall’associazione

Tags: Confindustria, Racket, Estorsioni, Paolo Borsellino, Marco Venturi, Legalità



PALERMO – Nel giorno in cui la Sicilia ha ricordato la strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e la sua scorta, l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, ha voluto sottolineare come, da qualche anno a questa parte, la società civile e produttiva siciliana abbia intrapreso con fiducia la strada verso la legalità. 

“Dal 1992, in Sicilia tanto è cambiato, anche se ancora la criminalità resiste e il lavoro da fare non è finito. Bene ha fatto l’imprenditore Antonello Montante a ricordare che Confindustria Sicilia ha iniziato anni fa, con il sottoscritto e il presidente Ivan Lo Bello, un percorso rivoluzionario per recidere quei legami, palesi o nascosti, che spesso univano imprese colluse, criminalità e colletti bianchi. Adesso occorre ripartire, a livello nazionale, prendendo spunto da quanto fatto in Sicilia, per espellere gli imprenditori collusi, esortare le imprese vessate a dire no alle estorsioni e denunciare ogni richiesta di pizzo come di tangenti da parte di pubblici amministratori infedeli”.

L’assessore si riferisce alla dura linea che Confindustria Sicilia ha, da qualche anno, adottato nei confronti degli imprenditori che non denunciano il racket a cui sono sottoposti, espellendoli dall’associazione. Ma lo sfogo di Venturi è legato anche ai recenti arresti di esponenti mafiosi della ‘ndrangheta effettuati nei giorni scorsi in Lombardia. “È ora che anche il Nord, e l’intero Paese, prendano atto che l’emergenza criminalità organizzata e il livello di infiltrazione delle mafie nelle istituzioni, non è un problema esclusivo del Meridione ma una piaga che riguarda l’intera Nazione. E gli oltre 300 arresti operati nei giorni scorsi nel Nord Italia lo testimoniano: le mafie hanno scelto da tempo di insediarsi al Nord, nel cuore finanziario della Penisola”.

“Per una volta – ha aggiunto – è bene che il Nord guardi al Sud d’Italia per avviare un percorso virtuoso che lo porti a debellare questo cancro che uccide l’economia e tenta di incunearsi in ogni meandro prosciugando ogni rivolo di legalità”. Secondo l’assessore Venturi, quindi, il Nord dovrebbe per una volta prendere ad esempio la Sicilia per assumere una nuova coscienza, civile ed imprenditoriale, in cui lo Stato, le forze dell’ordine e la magistratura, facciano la propria restando accanto agli imprenditori che denunciano.

Venturi non ha mancato anche di esprimere la propria condanna al gesti di sfregio, compiuti a Palermo, nei confronti delle nuove statue raffiguranti i giudici Falcone e Borsellino, che erano state poste in una panchina della città. “Che sia una ragazzata, il gesto sconsiderato di un senzatetto o, peggio ancora, un avvertimento mafioso, certamente è stato un atto vile da condannare fermamente senza se e senza ma, da qualunque ambito esso provenga. È un gesto – ha aggiunto Venturi – di chi non vuole rassegnarsi alla sconfitta della criminalità e alla supremazia della legalità e dello Stato. Un atto irriguardoso che è stato fatto a pochi giorni dal diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio”.

Articolo pubblicato il 20 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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