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Palermo - Il Comune recepisce il Piano casa: stop agli edifici nelle aree a verde
di Agostino Laudani

I costruttori: “Ma restano nel cassetto delibere importanti come quella sul fabbisogno abitativo”. Spallitta: “Si limita il consumo di un territorio già fortemente cementificato”

Tags: Piano Casa, Edilizia, Verde



PALERMO - Il Consiglio comunale ha approvato la delibera che stabilisce i limiti e le modalità di applicazione del Piano casa regionale. Una corsa contro il tempo a Sala delle Lapidi per rispettare la scadenza del 22 luglio, anche se poi, per via di una successiva interpretazione, il termine è stato fatto slittare al 4 agosto. Ma ormai è fatta: l’Assise ha dato il via libera alla proposta formulata dalla Giunta. Un provvedimento che contiene una caratteristica fondamentale: blocca infatti gli ampliamenti fino al 35%  “nelle zone di verde agricolo e collinare, in prossimità dei pozzi, nelle aree dei parchi e nei centri storici”.

“Un provvedimento dovuto - dice Doriana Ribaudo, capogruppo dell’Udc - ma che non ha nulla a che vedere con una vera delibera sul piano casa: quella è il Piano di edilizia popolare (Pep). Ma questo a pochi importa. La delibera nasce da una legge zoppa - aggiunge l’esponente dell’Udc - che non aiuta l’edilizia, al massimo qualche maestranza locale a beneficio di chi una casa già ce l’ha. Di buono però il provvedimento incentiva l’utilizzo di materiali di bioedilizia e di fonti energetiche rinnovabili”.
“è una delibera - dichiara Nadia Spallitta, capogruppo di ‘Un’altra storia’ - dall’importanza fondamentale perché, accogliendo una proposta di emendamento dei componenti di centrosinistra della Commissione urbanistica, sono state preservate le aree di verde agricolo, di verde collinare, verde pubblico, i siti di interesse comunitario, le aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico, i parchi e le riserve; si limita così conseguentemente il consumo di un territorio già fortemente cementificato, che oggi è al collasso sotto il profilo della densità edificatoria e che ha bisogno di una riorganizzazione dei principi e dei valori di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

“Abbiamo recepito il cosiddetto Piano Casa tutelando anche le aree di ‘netto storico’ della città”: lo afferma il consigliere comunale Leonardo D’Arrigo del Mpa. “Rendere operativa la legge regionale in città - aggiunge D’Arrigo - significa attivare subito le procedure di Dichiarazione inizio attività, che favoriscono imprese e cittadini mediante l’attività di riqualificazione dell’edilizia esistente e di tutela del patrimonio edilizio, che a Palermo si estende oltre il centro storico, la cosiddetta zona A, rappresentato dagli edifici di netto storico costruiti prima del 1939 che vanno valorizzati”. 
Di tutt’altro avviso i costruttori. “Ad una legge inconsistente sono stati aggiunti elementi che l’hanno resa ancora più inconsistente”, dice il presidente di Ance Palermo, Giuseppe Di Giovanna, che sottolinea come “il Consiglio comunale sia veloce e attivo nell’individuare e approvare delibere che nulla portano all’economia della città. Il Consiglio - continua Di Giovanna - ben comprendendo che alcuni atti sono del tutto inutili, si premura ad approvarli, mentre lascia giacere nei cassetti delibere come quella sul fabbisogno abitativo la cui approvazione, invece, come abbiamo più volte segnalato, sarebbe fondamentale per sbloccare l’economia cittadina”.

“A fronte di un pessimo testo di legge sul piano casa, varato dalla Regione, in Consiglio comunale abbiamo proposto e ottenuto delle significative restrizioni, al fine di salvaguardare il territorio da eventuali speculazioni”.  Lo dice Fabrizio Ferrandelli, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio, che prosegue: “Le restrizioni apportate - continua Ferrandelli - riguardano le aree interdette all’uso edificatorio per dissesto idrogeologico e i pozzi potabili, all’interno dei quali non è previsto alcun insediamento urbano”.

“Ad essere stato affermato - secondo Rosario Filoramo, capogruppo Pd - è stato il principio che la città di Palermo non abbia bisogno di ampliamenti di ville e villette, e che debbano essere escluse dagli ampliamenti quelle zone della città di alto valore architettonico e paesaggistico”. Giulio Tantillo, capogruppo Pdl, sottolinea che “gli spazi pubblici a Palermo sono pochi, e vanno salvaguardati”.

Articolo pubblicato il 23 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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