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Catania - Alla fine, con un mese di ritardo è arrivato il via libera al bilancio
di Melania Tanteri

Per la maggioranza testo “ingessato ma con importanti interventi”. Critiche le opposizioni. Il documento è stato approvato ieri mattina dal Consiglio comunale catanese

Tags: Provincia, Bilancio



CATANIA - Sono servite numerose sedute, sono stati alzati i toni, ma alla fine, con un mese di ritardo (il termine di approvazione era il 30 giugno), anche il bilancio di previsione per il 2010 è stato approvato dal Consiglio comunale. O almeno da una parte di questo, dal momento che, dopo una maratona estenuante di dodici ore, a votare il documento programmatico ieri mattina, sono stati solo 24 consiglieri, poco più della metà del totale. Erano assenti, infatti - oltre ai soliti ignoti, quei consiglieri che mai o raramente si vedono tra gli scranni di Palazzo degli Elefanti - i consiglieri di maggioranza appartenenti al gruppo Pdl Sicilia, che sin dall’inizio si erano dichiarati contrari a votare il documento ma che poi, in seguito all’approvazione di alcuni emendamenti presentati - ad esempio quello relativo ai fondi per la Zona Franca Urbana di Librino - hanno deciso di astenersi dalla discussione.

“Siamo stati in aula fino alla votazione dei nostri emendamenti – spiega Puccio La Rosa, vicecapogruppo del Pdl Sicilia – abbiamo apprezzato l’atteggiamento da parte dell’amministrazione, che ha riconosciuto la validità di alcune nostre richieste, come ad esempio la riduzione, da 50 mila euro a 25 mila, delle somme per i contratti di collaborazione, ma poi abbiamo deciso di allontanarci perché non ci soddisfa appieno”.
Un bilancio che non soddisfa appieno neanche le opposizioni che, fino alla votazione, hanno tenuto un atteggiamento ostruzionista, volto a respingere un documento ritenuto “un inganno”, poco attento alle reali esigenze della città e lontano dai bisogni della gente.

“Abbiamo votato contro questo bilancio – afferma Manfredi Zammataro, de La Destra–Alleanza siciliana – perché non tiene in nessun conto quali siano le richieste della città, ma è stato dettato solo da esigenze politiche. Un bilancio in cui si riducono le spese per i servizi, ma dall’altro lato non si fa nulla per contenere gli sprechi”.
Voto contrario anche da parte dei consiglieri del Pd (“questo bilancio non ci piace e non lo voteremo”, ha dichiarato all’aula il capogruppo Rosario D’Agata) che però, per non esasperare ulteriormente gli animi e i toni, hanno ritirato molti degli emendamenti presentati. 

“È un bilancio un po’ ingessato, è vero – dice invece Nuccio Condorelli, capogruppo Pdl – ma che contiene importanti interventi. Non votarlo avrebbe significato non avere a cuore le sorti di questa città”.

Articolo pubblicato il 24 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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I rappresentanti dell’amministrazione e dei Revisori dei conti durante il dibattito in aula
I rappresentanti dell’amministrazione e dei Revisori dei conti durante il dibattito in aula