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Sistema integrato “Aree naturali”
di Massimo Mobilia

L’assessorate regionale al Territorio e Ambiente ha presentato il Ddl per regolamentare le aree protette. Di Mauro: “Regolamento unico per la crescita economica delle comunità locali”

Tags: Roberto Di Mauro, Ambiente, Aree Naturali Protette



PALERMO – In una riunione operativa, tenutasi ieri presso l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, è stata presentata la bozza del disegno di legge sul nuovo sistema delle “Aree naturali protette” in Sicilia.
Il Ddl racchiuderà, in un unico testo normativo, il sistema che attualmente è regolato da vari provvedimenti legislativi, per creare un “sistema integrato delle Aree protette” che includa anche i Siti di interesse comunitario (Sic) e le Zone a protezione speciale (Zps). La disciplina vigente, infatti, non si è rivelata efficace nel conseguire due obiettivi essenziali: lo sviluppo economico controllato e la fruizione da parte dei cittadini.

Soddisfatto del progetto l’assessore regionale al Territorio, Roberto Di Mauro. “Abbiamo riunito tutte le norme esistenti in materia - ha detto - in un unico testo snello e funzionale, per dare nuove opportunità ad un circuito costituito da uno dei più interessanti patrimoni naturalistici dell’Isola”. Secondo Di Mauro, infatti, l’intento è quello di valorizzare e preservare i poli di bellezza paesaggistica e di tradizioni culturali.
“Un sistema - ha aggiunto - che la Regione, negli anni, ha voluto creare non solo per tutelarne la biodiversità, ma anche per rilanciare sui territori una azione di infrastrutturazione che possa permettere la crescita economica delle comunità locali. Il Ddl - ha concluso - vuole così favorire il rilancio culturale, sociale ed economico delle aree protette, attraverso la promozione di attività compatibili con le finalità istitutive delle stesse”.
Commenti positivi per la realizzazione del progetto sono giunti anche dai rappresentati delle varie associazioni ambientaliste che erano presenti alla riunione insieme a Confindustria, Università di Palermo, Federazione regionale Agronomi e Coordinamento regionale Personale delle Riserve.

Nel contenuto del Ddl si vogliono riaffermare alcuni principi fondamentali: sviluppo sostenibile con la promozione di attività socio-economiche compatibili con l’ambiente; sussidiarietà orizzontale, per coinvolgere i privati nella gestione delle aree; semplificazione procedimentale e organizzativa; progressiva autonomia finanziaria degli enti gestori e dell’autoresponsabilià, per consentire ai gestori di svolgere attività di tipo economico direttamente o attraverso privati che pagano un canone.
E ancora: garantire la gestione dei beni demaniali e patrimoniali del proprio territorio per godere dei loro redditi; garantire il pagamento del biglietto per entrare nelle aree; poter accedere con priorità ai finanziamenti Ue, per essere meno dipendenti dal finanziamento regionale, che verrà a sua volta ridotto; garantire la collaborazione istituzionale tra organi e tra enti e soddisfare i principi di trasparenza e partecipazione, dato che è previsto che tutti gli atti e i procedimenti di scelta comparativa siano soggetti a pubblicazione, non solo sulla Gurs, ma anche sui siti web della Regione.
Il Ddl prevede anche il requisito di pubblicità per la concessione ai privati di beni o di servizi all’interno dell’Ente parco e per la selezione del soggetto gestore delle riserve naturali. Prevista anche l’istituzione di un Centro di documentazione cui tutti i cittadini possono accedere.
 

 
PALERMO - Nuove regole anche per quanto riguarda la direzione degli Enti Parco. Il presidente sarà nominato dal presidente della Regione previa delibera della giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale Territorio e Ambiente. Il consiglio direttivo, invece, sarà a composizione mista, con componenti tecniche e scientifiche (membri designati dalle Università e dalle associazioni ambientaliste) e con la rappresentanza politica degli enti territoriali. Questa composizione del consiliare, trae spunto dall’art. 9 della legge quadro 394/1991, sulla composizione del consiglio dei Parchi nazionali.
Si è puntato sulla composizione mista (politica e tecnica) per assicurare la partecipazione degli Enti locali interessati alla gestione dell’Area protetta e realizzare, allo stesso tempo, la semplificazione organizzativa e procedimentale. La componente tecnico-scientifica consente, infatti, l’eliminazione del Comitato tecnico scientifico. In tal modo, un unico organo potrà valutare tutti gli aspetti di un progetto. Prevista anche una stretta collaborazione con il comando Forestale, per la sorveglianza e la vigilanza nelle aree e con il dipartimento regionale Azienda foreste demaniali.

Articolo pubblicato il 24 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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