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Incentivi e alleanze per gli artigiani siciliani
di Grazia Ippolito

Forum con Michele Marchese, coordinatore  regionale di Casartigiani 

Tags: Michele Marchese, Casartigiani



Descriva le principali attività svolte da Casartigiani.
“Casartigiani (Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani) si propone di rappresentare gli interessi delle imprese artigiane appartenenti alle diverse categorie di mestiere, soprattutto nei loro rapporti con le Istituzioni e le Amministrazioni. Ma anche con le organizzazioni politiche e sindacali e con tutte le componenti sociali. In un periodo di crisi, qual è quello che stiamo attraversando, l’obiettivo principale - soprattutto per quel che riguarda la realtà territoriale che sono chiamato a coordinare - è quello di mantenere in vita le tante imprese artigiane che rischiano di morire o che, sempre più spesso, sono costrette a dichiarare il fallimento e continuare a operare “in nero”. Casartigiani è una confederazione autonoma, raggruppa associazioni che conservato la propria autonomia amministrativa è gestionale: peculiarità che ci caratterizza e ci contraddistingue”.

Come siete organizzati a livello territoriale?
“Casartigiani  é costituita da 18 federazioni regionali e da 81 sedi provinciali. In Sicilia abbiamo 10 sedi, di cui 9 sedi provinciali e una sede a Caltagirone (punto di riferimento per l’intero territorio calatino)”.

Operate in sinergia con il Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e con le altre associazioni di categoria?
“Le cinque maggiori organizzazione del commercio, dell’artigianato, dei servizi e del turismo (Casartigiani, Cna,  Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno recentemente dato vita a R.ete Imprese Italia, un nuovo soggetto di rappresentanza unitario delle piccole e medie imprese. Tale alleanza, sancita a livello nazionale, si ripercuote anche in ambito locale: Casartigiani e Cna sono chiamate a seguire linee di azione e di programmazione comuni, anche in virtù dell’elevato numero di associati di cui sono portavoce (Casartigiani conta in Sicilia 10 mila associati e Cna ne conta altre 16 mila)”.

Circa un anno fa Casartigiani Sicilia e Confeserfidi hanno siglato un protocollo di intesa per mettere in campo una strategia comune di intervento a favore dell’artigianato. Che risultati sono stati raggiunti?
“Siamo lavorando in stretta sinergia, ma ancora i tempi non sono maturi per parlare di risultati concreti. Il ruolo dei Confidi è fondamentale nell’ottica del rilancio dell’artigianato in Sicilia. Hanno il compito di garantire alle imprese l’accesso a prestiti con tassi di interesse agevolati, tuttavia spesso vengono ostacolati dalla complessità della burocrazia siciliana. Se la Regione non stanzia i fondi necessari, i Confidi non possono erogare prestiti e l’intero sistema si blocca”.

Quali sono le più importanti istanze portate avanti nei confronti della Regione?
“Due sono gli aspetti che mi premono maggiormente: formazione e incentivi. Per quanto riguarda gli incentivi, chiediamo alla Regione che metta in atto tutte le strategie necessarie per il rilancio del settore. Diverse sono le proposte già avanzate negli ultimi anni. Intanto, l’incremento del fondo di rotazione Crias (con almeno 30 milioni di euro), ma solo dopo aver modificato la legge n. 50 del 1954 e aver istituito appositi sportelli per mantenere in continuo collegamento telematico le associazioni di categoria. Chiediamo alla Regione contributi, senza bandi rigidi, per le spese che le imprese devono sostenere per i corsi di formazione, per l’adeguamento dei locali e per l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane”.

In che modo, invece, la vostra Confederazione controlla Artigiancassa?
“Casartigiani e Cna ne detengono il 27% del capitale sociale. Artigiancassa è una banca che gestisce i fondi pubblici che permettono ai clienti artigiani, aventi diritto, di abbattere i tassi di finanziamento, concessi da qualsiasi istituto bancario nazionale. Uno degli obiettivi di Casartigiani è permettere alle imprese di ottenere l’erogazione dei prestiti entro un tempo ragionevole (non oltre 45 giorni). Attualmente, invece, la Crias eroga il prestito dopo circa 16 mesi, quando l’impresa non ne ha più bisogno”.
 


Da Siracusa l’idea per promuovere le Pmi all’estero attraverso il cosiddetto Gruppo Promotore

In che modo Casartigiani promuove l’internazionalizzazione delle imprese e la valorizzazione dei prodotti locali nei mercati esteri?
“Un’iniziativa interessante è stata promossa dall’associazione provinciale di Siracusa. Casartigiani Siracusa ha dato vita a una sezione specifica, in grado di farsi promotrice dell’internazionalizzazione e in grado di promuovere l’immagine e il prodotto delle Pmi siciliane e, in particolare, delle imprese artigiane e del settore agroalimentare nei mercati esteri. E’ nato così il Gruppo Promotore, costituito da giovani titolari di imprese che vantano generazioni di attività e che si propone: di conoscere nuovi mercati, di aprire nuovi canali di vendita, di potenziare le opportunità di business, di incrementare le vendite. Il Gruppo Promotore ha dato vita alla sezione Sviluppo Internazionalizzazione che si pone come guida per le altre otto provincie siciliane”.

Ritiene che in Sicilia occorra creare nuove aree da destinare all’artigianato?
“No, sono contrario alla creazione di nuove aree artigianali. Ci sono in Sicilia migliaia di capannoni, a vocazione artigianale, abbandonati. La Regione dovrebbe censirli e poi affittarli oppure venderli alle imprese che ne facciano richiesta in modo da valorizzarli contribuendo, allo stesso, al rilancio dell’artigianato. Non è affatto necessario investire nella realizzazione di nuove aree quando già ve ne sono tantissime non opportunamente utilizzate”.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Michele Marchese, coordinatore  regionale di Casartigiani
Michele Marchese, coordinatore regionale di Casartigiani



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