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Prevedere botteghe-scuola per imparare i mestieri
di Grazia Ippolito

Tags: Michele Marchese, Casartigiani



In che modo promuovete attività di formazione?
“La Regione investe tante risorse per finanziare corsi di formazione che spesso si rivelano scarsamente formativi. Chiediamo che venga promossa una formazione che privilegi l’aspetto pratico piuttosto che quello teorico.
Ho presentato una proposta di legge che prevede l’istituzione di botteghe-scuola, affidate ai titolari di imprese artigiane, senza l’intermediazione degli enti di formazioni e delle imprese di categoria. è un progetto per il quale mi batto tre anni e che è già stato fatto proprio dalla C.r.a (che mio onoro di presiedere). Attendo da tempo che sia opportunamente valutato da Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro”.

In che modo promuovete attività di formazione?
“La Regione investe tante risorse per finanziare corsi di formazione che spesso si rivelano scarsamente formativi. Chiediamo che venga promossa una formazione che privilegi l’aspetto pratico piuttosto che quello teorico.
Ho presentato una proposta di legge che prevede l’istituzione di botteghe-scuola, affidate ai titolari di imprese artigiane, senza l’intermediazione degli enti di formazioni e delle imprese di categoria. è un progetto per il quale mi batto tre anni e che è già stato fatto proprio dalla C.r.a (che mio onoro di presiedere). Attendo da tempo che sia opportunamente valutato da Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro”.

Come dovrebbero essere organizzate le botteghe-scuola?
“Nel progetto è prevista una formazione di tre anni, con un presalario di 600 euro al mese. L’onere sarebbe a totale carico della Regione per il primo anno, del 70% nel secondo e del 50% nel terzo. L’onere rimanente sarebbe a carico del titolare dell’impresa. Al “maestro artigiano” andrebbe un rimborso-spese pari al 25% del presalario erogato all’allievo”.

Ci sono ancora giovani che intendono investire nell’artigianato?
“La maggior parte dei giovani che lavora nell’artigianato tradizionale ha ereditato il lavoro dalla famiglia di origine: in questo caso si tratta di una scelta “professionale” quasi obbligata. La burocrazia spesso soffoca l’entusiasmo dei giovani: per conseguire una qualifica che permetta, per esempio, di diventare estetista o installatore di impianti, occorre spendere diversi anni per la frequenza di corsi di formazione e di tirocini che non sempre si rilevano adeguatamente formativi, limitandosi a garantire una qualifica che rimane, per così dire, sulla carta”.
“Nel progetto è prevista una formazione di tre anni, con un presalario di 600 euro al mese. L’onere sarebbe a totale carico della Regione per il primo anno, del 70% nel secondo e del 50% nel terzo. L’onere rimanente sarebbe a carico del titolare dell’impresa. Al “maestro artigiano” andrebbe un rimborso-spese pari al 25% del presalario erogato all’allievo”.

Ci sono ancora giovani che intendono investire nell’artigianato?
“La maggior parte dei giovani che lavora nell’artigianato tradizionale ha ereditato il lavoro dalla famiglia di origine: in questo caso si tratta di una scelta “professionale” quasi obbligata. La burocrazia spesso soffoca l’entusiasmo dei giovani: per conseguire una qualifica che permetta, per esempio, di diventare estetista o installatore di impianti, occorre spendere diversi anni per la frequenza di corsi di formazione e di tirocini che non sempre si rilevano adeguatamente formativi, limitandosi a garantire una qualifica che rimane, per così dire, sulla carta”.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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