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Messina - Zps, ecco il Piano per i Peloritani, flora e fauna finalmente protetti
di Francesco Torre

Sarà molto più difficile costruire all’interno della zona individuata: a rischio interessi enormi. L’assessorato al Territorio e Ambiente si adegua alle direttive comunitarie

Tags: Messina, Peloritani, Zps



MESSINA - L’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha approvato il Piano di gestione “Monti Peloritani”. E con esso torna a far capolino lo spauracchio “Zps”, ovvero la direttiva dell’Unione europea in merito alla salvaguardia delle cosiddette Zone a protezione speciale, istituite con lo scopo di conservare e preservare tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli stati membri.

Come ricorderete, nel 2007 la questione Zps fece tremare la città: inchiesta in Procura con sessanta indagati, leggi regionali abrogate, attacchi contro l’allora sindaco Genovese. La perimetrazione effettuata all’epoca dalla Regione bloccava qualsiasi forma di nuova costruzione su quasi il 90% del territorio messinese, e sappiamo bene quanto la nostra città sia sensibile alle urgenze dei costruttori, i veri poteri forti di Messina.

A distanza di tre anni, comunque, la Regione ci mette una pezza. O meglio, ci prova, seguendo l’iter individuato dall’Unione europea. Ed ecco spuntare la proposta del Piano di gestione “Monti Peloritani”, suggellata dal decreto a firma del dirigente dell’Arta, Sergio Gelardi, e inviata al Comune. L’obiettivo strategico è il mantenimento dei livelli di biodiversità degli habitat e delle specie animali considerati di interesse comunitario, e per ottenerlo si effettueranno dei cosiddetti “contratti di responsabilità”. Verranno, cioè, pubblicati dei bandi e messi a gara dei finanziamenti per la realizzazione – via via - di interventi di prevenzione incendi e di monitoraggio faunistico, della flora e della vegetazione, di azioni tendenti a dissuadere il bracconaggio ecc.

Il panorama di interventi possibili è ampio e – se ben attuato – permetterebbe di creare un vero e proprio argine a difesa del territorio, importante non soltanto per la conservazione delle specie faunistiche ma anche per la sicurezza stessa dei villaggi.
E in quest’ottica il Piano mantiene alti i livelli di attenzione nei confronti della realizzazione di nuove strutture e infrastrutture, alcune già programmate come lo svincolo di Monforte San Giorgio, il raddoppio della linea ferroviaria e, dulcis in fundo, il Ponte sullo Stretto.

“È chiaro – si legge nella relazione allegata al decreto –, vista l’importanza e la dimensione dei singoli progetti, che gli stessi avranno impatti rilevanti sull’ambiente in generale e sulla biodiversità dei Siti Natura 2000. Qualora questi progetti venissero approvati a seguito di procedura di Via e di Valutazione d’incidenza, dovranno essere necessariamente individuati interventi di mitigazione e compensazione per gli impatti più significativi sulla biodiversità”.
 

 
Non solo Messina. Da Alì a Villafranca 28 i Comuni interessati
 
Messina - Il Piano di gestione non interessa solo il Comune di Messina ma anche gli altri 28 della provincia interessati dai siti “Natura 2000”, ovvero: Alì, Antillo, Casalvecchio, Castelmola, Castroreale, Fiumedinisi, Fondachelli Fantina, Francavilla, Furci, Gallodoro, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Letojanni, Limina, Mandanici, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Motta Camastra, Nizza, Novara, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Rodì Milici, Rometta, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Saponara, Taormina e Villafranca. Il Piano pone un forte freno alla realizzazione del Ponte: “Gli effetti negativi sulla migrazione dell'avifauna – si legge nella relazione - potrebbero essere molto gravi. Il danno riguarderebbe non solo la rete ecologica dei Peloritani ma, almeno per quanto riguarda gli uccelli, l’insieme della rete ecologica europea. Questa prospettiva imporrebbe in caso di realizzazione l’elaborazione di misure compensative di ampio respiro che vanno ben oltre il territorio siciliano”.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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