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Quotidiano di Sicilia

Dal Consiglio regionale arriva il sì al fermo obbligatorio per la pesca a strascico
di Giovanna Naccari

Si è riunito la scorsa settimana nella sede del dipartimento regionale alla presenza del dg Gianmaria Sparma. Dal 1 agosto al 17 ottobre le imprese potranno scegliere i 30 giorni consecutivi in cui attuarlo

Tags: Pesca, Titti Bufardeci



PALERMO - Dal primo agosto al 17 ottobre le imprese di pesca a strascico e volante, iscritte nei compartimenti marittimi siciliani, potranno scegliere i trenta giorni consecutivi di fermo obbligatorio straordinario.

Il periodo, fissato inizialmente dal ministero delle Politiche agricole dal primo agosto al 30 settembre, è stato spostato di quindici giorni su richiesta della Regione siciliana. L’iniziativa è stata assunta dopo l’intervento a Roma dell’assessore alle Risorse Agricole Titti Bufardeci e del dirigente generale del dipartimento Pesca, Gianmaria Sparma.  Il fermo era stato votato dal consiglio regionale della pesca, all’unanimità, la scorsa settimana. Prima dei lavori, su proposta dell’Anapi Pesca, l’associazione nazionale autonoma dei piccoli imprenditori del settore, era stato osservato un minuto di silenzio per la ricorrenza della strage di via D’Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e la scorta. “Un segnale per onorare la memoria di uomini che si sono impegnati per la crescita e lo sviluppo della nostra terra”, ha detto Piero Forte, presidente di Anapi Pesca Sicilia e componente dell’organo collegiale della Regione”.

Per i marittimi imbarcati sulle unità interessate al provvedimento, si può attivare al ministero del Lavoro la procedura per il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga da parte delle sedi provinciali Inps. Per le imprese di pesca, invece, sarà erogato un aiuto con le modalità in applicazione del regolamento Ce 1198/06 relativo al fondo europeo per la pesca.

“L’Anapi Pesca durante il consiglio, oltre a sollecitare il periodo di fermo dopo il 30 settembre per consentire di svolgere le attività, secondo le esigenze delle diverse zone della Sicilia - ha spiegato Forte - ha posto la questione dell’eventuale fermo alla cattura del pesce spada nei prossimi mesi, sicuramente ottobre e novembre secondo la raccomandazione Iccat dell’autunno scorso, che impegna gli Stati membri a recepirla”. Per Forte: “Si può verificare l’eventualità che le imprese a strascico dotate anche di palangaro, che intendono svolgere la pesca del pesce spada, siano costrette ad un periodo di arresto obbligatorio prolungato di altri due mesi senza, al momento, un sostegno economico per le imprese e per i marittimi. Sarebbe opportuno che la Regione elaborasse delle misure per fronteggiare l’impatto economico del fermo autunnale come previsto dall’Ue”.

L’assessorato al Bilancio, intanto, è stato annunciato al consiglio, ha creato un capitolo di spesa, impegnando somme dal fondo di riserva di circa 31 milioni di euro, per pagare a settembre, attraverso le direzioni marittime, le indennità per le imprese e gli equipaggi interessati alla calamità naturale del 2009, legge regionale 33/98.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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