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Teatro e scuola, un binomio di crescita per i ragazzi
di Antonella Guglielmino

Uno spettacolo teatrale organizzato dal Circolo didattico Santi Giuffrida di Catania. Il lavoro teatrale è stato rappresentato dagli studenti delle V classi di Viale Africa

Tags: Scuola, Teatro



CATANIA - L’importanza del teatro nella scuola, avvicinare i ragazzi al teatro, specialmente in un ambito didattico, è un ottimo strumento di crescita culturale, sociale ed effettiva, perchè permette di abbattere il muro della timidezza e far uscire il proprio io. Il teatro, inoltre, possiede una duplice dimensione: sociale ed estetica; ha una serie di obiettivi educativi e di finalità culturali, perchè aiuta ad esercitare il giudizio, il ragionamento ed affina lo spirito critico.

Proprio in quest’ottica il circolo didattico Santi Giuffrida ha ritenuto opportuno stimolare ed orientare il lavoro teatrale degli alunni frequentanti le quinte classi A e B di Viale Africa. A tal fine sono state attuate delle strategie organizzative per: favorire il lavoro di gruppo non solo come momento di socializzazione, ma anche come modalità di sviluppo della capacità di ascoltare l’altro; sollecitare il brainstorming in circle time al fine di far accogliere agli alunni la diversità di pensiero altrui quale valore imprescindibile per affinare i propri risultati; osservarsi e riflettere su se stessi con l’uso della videocamera (per riprese preliminari allo spettacolo).

Questa attività si è snodata da febbraio a maggio 2010 nell’ambito del progetto Prg “ Per Riprogettare giocando”. Gli alunni sono stati guidati attraverso il quartiere della scuola, all’interno della II municipalità, ed invitati ad individuare i siti in disuso e migliorabili o trasformabili della zona, rilevando i bisogni degli abitanti del quartiere. Dai risultati si è tratto lo spunto per la libera elaborazione delle proposte di trasformazione del territorio che sono confluite in idee quali:
1) biblioteca multimediale e ludoteca per persone di ogni età, con zone relax, individuata nell’edificio della vecchia raffineria di zolfo di via Raffineria;
2) ricoveri, mense ed ospedale per i senza tetto individuati nell’edificio della Federazione Italiana Consorzi Agrari e nei caseggiati bassi di fronte le poste di viale Africa;
3) giardini pubblici e parco giochi con musica in filodiffusione ed apposita area per gli animali domestici individuati presso il Mercato dell’usato Sanfilippo di via Pietro Mascagni.

Da qui è scaturita l’idea dello spettacolo “Un mondo a colori”, dove giornalisti, ambientalisti e cittadini costituiscono un fronte unico contro imprenditori ed amministratori per scongiurare un grave pericolo che si sta abbattendo sulla collettività: l’ennesima costruzione di un centro commerciale, mostro di cemento e simbolo dei nuovi (passa)tempi, su un’area considerata di rilevante interesse naturalistico.
La soluzione, semplice ma di grande effetto, scioglie la vicenda e accontenta tutti!
Ancora una volta i ragazzi con la loro semplicità riescono a risolvere problemi insormantabili per gli adulti.
 


Focus. La trama dello spettacolo “Un mondo a colori”
 
CATANIA - Nella redazione giornalistica di “Mondo a colori”, l’attività lavorativa pullula.  Due giornaliste, impegnate a trovare le ultime novità per fare il proprio scoop, si imbattono in una notizia appena pubblicata on line.
Gli imprenditori  Follini hanno dichiarato all’agenzia di stampa WebNews che, entro due mesi, costruiranno il più grande centro commerciale del Sud-Italia. Qui da noi, esattamente sull’area naturalistica Alba. Ma proprio lì, ultimamente, gli ambientalisti di LegaNatura hanno trovato una rarissima varietà di orchidea Phalenopsis. I giornalisti dunque si sentono in dovere di fare qualcosa per evitare di far costruire questo “nuovo mostro”. Iniziano ad adoprarsi: in primo luogo, “escono” con un articolo sul giornale stampato che mette in evidenza tutti i risvolti della vicenda. Poi preparano un servizio televisivo per il telegiornale della sera, prendendo quante più informazioni possibili sull’area naturalistica Alba e andando a fare un sopralluogo con videocamera.
Fanno inoltre interviste ai cittadini e agli attivisti di LegaNatura.

Inoltre, lanciano un sondaggio tramite il sito web di “Mondo a colori”, fanno interviste ai cittadini in giro per la città, a LegaNatura, agli imprenditori proprietari del centro commerciale e agli amministratori che hanno dati il permesso di edificare su un’area di tal tipo.
Mandano in onda i servizi televisivi, riprendono in diretta la manifestazione cittadina che dice “NO alla costruzione del centro commerciale” e sensibilizzano tutti rendendosi testimoni della  volontà contraria dei cittadini rispetto a quanto deciso dall’amministrazione e dagli imprenditori Follini.

Diffondono anche la notizia che gli ambientalisti di LegaNatura hanno una soluzione alternativa valida per scongiurare la costruzione del “mostro” sull’area Alba ed ugualmente interessante sia per gli imprenditori che per i cittadini. E così ne parlano in prima serata, al loro programma di attualità “Occhio sulla città”, invitando tutti i protagonisti della vicenda.
Gli attivisti di LegaNatura spiazzano tutti e, in quella sede, propongono ai Follini di chiedere in concessione l’area delle Antiche Fabbriche che si trova in centro città, ormai  abbandonata e sede di senza-tetto, a volte anche di gente di malaffare che trova terreno fertile per organizzare e compiere i loro misfatti.

Si potrebbe ristrutturare e di fare lì la sede per il centro commerciale. Magari i negozi non saranno 200 ma 150, si potranno piantare meno alberi ma si userà a scopi pubblici una costruzione che oggi è in disuso.  D’altronde, architetti ed ingegneri si potrebbero sbizzarrire con la loro creatività ed allora sì che sarà il più bello ed “intelligente” centro commerciale del Sud-Italia; sarà preso ad esempio di architettura industriale in tutto il mondo!

Cosa ne pensano i signori Follini?
“È una visione totalmente nuova del centro commerciale. L’idea è da valutare” dicono.
I giornalisti cavalcano la tigre e…chiedono allora pubblicamente un impegno: quello di valutare la proposta prima di far partire le ruspe e di dare la risposta entro la settimana successiva.
Così in redazione arriva il fax che comunica ufficialmente che l’intesa tra amministratori e i Follini si è avuta.
I lavori si sposteranno sull’area delle Antiche Fabbriche e così l’area naturalistica Alba è salva!!!!
Ora tutto quadra alla perfezione: i Follini hanno il loro tornaconto e la città pure…attenzione però: i Follini hanno imparato la lezione. Dicono che la loro impresa, da questo momento in poi, sarà più responsabile e così si impegnano a costruire entro fine anno un edificio per ospitare i senza-tetto dove ci saranno anche mensa ed alloggi gratuiti.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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