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Quotidiano di Sicilia

Senza bandi, marciscono 829 borghi
di Dario Raffaele

Turismo. I borghi fantasma dimenticati dalla Regione.
Patrimonio non valorizzato. Sono 829, distinti in 17 macroaree i centri o nuclei storici censiti dall’ex assessorato regionale ai Beni culturali nelle linee guida del Piano paesistico.
Confronto impietoso. In Toscana sono stati censiti 78 borghi ma di questi ben 32 hanno ricevuto la bandiera arancione del TCI per la qualità turistica. In Sicilia 1 sola bandiera a Butera.

Tags: Turismo, Borghi



Ottocentoventinove borghi dimenticati in cerca d’autore. Sono tanti i centri e nuclei storici in Sicilia – censiti nelle linee guida del piano paesistico regionale da parte dell’ex assessorato ai Beni culturali -  che necessitano di una ristrutturazione finalizzata alla loro valorizzazione.

Nel piano paesistico, previsto dalla legge 431 del 1985 per promuovere i valori ambientali del territorio, si fa preciso riferimento alla determinazione non solo di limiti di segno negativo ma anche di prescrizioni positive e di usi privilegiati dei beni. “Il Piano – si legge nelle linee guida -  deve associare alla capacità di indirizzo e direttiva anche la capacità di prescrivere, con vincoli, limitazioni e condizionamenti immediatamente operanti nei confronti dei referenti istituzionali e dei singoli operatori, le indispensabili azioni di salvaguardia”.
 
Per questo la Regione potrebbe avvalersi dei fondi del Po Fesr 2007-2013 ma ad oggi ben poco di tale dotazione (6,5 mld di euro) è stato all’uopo dedicato.
Sono due gli Assi Prioritari sotto le cui misure possono ricadere gli interventi di recupero dei borghi: l’Asse III “Valorizzazione delle identità culturali e delle risorse paesaggistico ambientali per l’attrattività turistica e lo sviluppo” e l’Asse VI “Sviluppo urbano sostenibile”.

Due gli interventi pubblicati sulla Gurs che possono in parte essere ricondotti al miglioramento dei borghi: il bando relativo alla “Valorizzazione di contesti architettonici, urbanistici e paesaggistici, connessi alle attività artistiche contemporanee” (Asse III, Obiettivo operativo 3.1.3 linea di intervento 2), e l’avviso pubblico per l’attuazione territoriale dell’Asse VI “Sviluppo urbano sostenibile” volto a promuovere Piani integrati di sviluppo territoriale (Pist) e di sviluppo urbano (Pisu).

Ma al 30 aprile 2010, relativamente all’asse III sono stati impegnati 80,1 mln di euro su un totale di 1,47 mld di euro (previsti nel settennato), pari al 5,6% della spesa totale; per l’asse VI impegnati invece 28,6 mln sui 719 totali (il 4% del totale). Bisogna inoltre sottolineare che non tutti gli interventi in cui sono divisi gli Assi III e VI fanno diretto riferimento alla ristrutturazione e valorizzazione dei borghi, per cui, i dati considerati sono fin troppo ottimistici.

In particolare per la “Riqualificazione di contesti rurali di pregio storico culturali” sono stati presentati 4 progetti per un totale di 39,6 mln di euro; per gli interventi volti a migliorare la fruizione dei centri e dei siti di maggiore attrattività turistica” sono stati presentati sei progetti per un valore di 13 milioni di euro.

Troppo poco per quella che rappresenta la più grande risorsa economica della Sicilia e che, attraverso la presentazione di 829 progetti cantierabili (quanti sono i borghi in Sicilia) metterebbe subito in moto 10.000 posti di lavoro e altrettanti in prospettiva futura, legati all’ondata di turisti che li visiterebbe una volta ristrutturati e valorizzati.

Lontanissimo il modello della Toscana, in cui sono stati censiti solo 78 borghi, ma sono stati valorizzati a tal punto da essere considerati tra i fiori all’occhiello del turismo regionale. Grazie a questi piccoli centri la Regione Toscana è stata premiata nel 2010 con ben 32 bandiere arancioni (una sola in Sicilia, a Butera), il marchio di qualità del Touring club italiano che seleziona e certifica le piccole località dell’entroterra, in base a rigorosi parametri turistici e ambientali.

Importante anche l’esempio del Lazio: qui la Regione ha lavorato molto alla promozione dei borghi medievali. Recupero di case abbandonate, sagre, feste rionali, apertura di nuove biblioteche che raccontano la memoria di questa terra, attraverso progetti che si sviluppano in tutte le cinque province. Per non parlare dell’Umbria, altra regione che ha puntato sui borghi vincendo la sua scommessa. Qui si riesce ad avere una presenza di turisti, in rapporto all’ampiezza del territorio, quasi il 30 per cento maggiore rispetto alla nostra Isola.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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