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Prodotto interno lordo del settore al 12,5%
di Dario Raffaele

Statistiche impietose per potenzialità elevatissime mal sfruttate. Lazio, Toscana e Umbria tra il 14,5 e il 20 per cento

Tags: Turismo, Borghi



Che il settore in Sicilia sconti un gap con le altre regioni a vocazione turistica lo si rileva esaminando i dati del Pil. In Sicilia si viaggia sul 12,5 per cento per il settore, nel Lazio siamo al 14,5 per cento, in Toscana si sale di un altro punto ed in Umbria addirittura si arriva al 20 per cento.

Il territorio siciliano quindi si ritrova fanalino di coda tra le grandi regioni del turismo italiano. A destare scalpore è la misura così netta della distanza da quelle che dovrebbero essere sulla carta le “gemelle” con cui spartirsi la torta degli introiti derivanti dall’industria del turismo. Analizzando poi le presenze turistiche di un anno intero, fornite dai dati in possesso dalle singole Regioni, la differenza diventa ancora più evidente e con territori tra l’altro di più piccole dimensioni. Nel Lazio si contano 34 milioni e 400 mila presenze turistiche che suddivise sull’ampiezza del territorio fanno mille 996,86 presenze per chilometro quadrato.
La Toscana “straccia” anch’essa la Sicilia con le sue mille 793,23 presenze per chilometro quadrato e persino l’Umbria arriva ad una media di 709,55. La Sicilia non riesce a toccare neanche quota 530, frutto anche del calo del 9 per cento dei pernottamenti dei turisti accertato dall’Osservatorio regionale per il turismo.

Ma comunque anche senza questa perdita l’Isola sarebbe comunque rimasta a distanza siderale, conferma una volta di più che la crisi economica è solo un paravento dietro cui ci si cela da tempo per non dovere ammettere il fallimento di una politica poco efficiente sul piano dell’appeal verso i turisti.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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