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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia non c’è piatto senza aroma, menta e finocchietto per i palati siciliani
di Marina Barrera

Uno sguardo alla cucina tipica estiva dell’Isola. Il periodo in cui, più di altri, si mescolano profumi, sapori e tradizioni. Il pesce fresco irrompe nei primi. E le sarde affondano in un mare di pinoli, uvette e zafferano

Tags: Enogastronomia



PALERMO - La Sicilia è una terra ricca di profumi, sapore e tradizione. E anche in estate offre moltissimi spunti per realizzare e gustare dei piatti prelibati, ma semplici. Tra i più gettonati tra i turisti in visita nell’Isola e da chi sceglie di sedere al tavolo di un ristorante, magari con vista mare, ci sono dei primi gustosi. Come ad esempio le pennette con pomodoro Pachino a pezzetti e delle foglie di basilico fresco, fatte saltare con uno spicchio d’aglio e olio extravergine d’oliva. I palati più delicati possono puntare, invece, su delle linguine con gamberetti e buccia grattugiata di limone, preferibilmente coltivato biologicamente.

Il pesce fresco è il fiore all’occhiello della cucina siciliana in estate, e non solo. Tanto che se ti trovi in Sicilia, non puoi rinunciare alla tipica pasta con le sarde. Un piatto antico della tradizione palermitana, che trasforma ingredienti poveri in un primo regale. D’estate è tra l’altro assicurato che il piatto sia cucinato con ingredienti genuini: si trovano le sarde fresche al mercato ed è possibile raccogliere nei campi il finocchio selvatico. La pasta con le sarde è un primo, buono e completo, che unisce gli influssi arabi e quelli italiani. Basta dare un’occhiata alla ricetta: zafferano e uvette con pomodori, pinoli, finocchietto, pesce e pasta del territorio.

Il profumo intenso dell’estate è nei peperoni e nelle melanzane come negli immancabili capperi della cucina siciliana. La caponata è un’occasione ghiotta per unire tutti questi ingredienti in unico piatto ed è una delle pietre miliari della cucina siciliana: melanzane, peperoni, sedano, olive bianche, capperi e cipolle in una gustosissima salsa agrodolce. L’aggiunta di uvetta passa e pinoli dà un tocco in più. La ricetta originale, che prevede la frittura di ogni singolo ortaggio, è sicuramente molto buona, ma adatta soprattutto per il periodo invernale o per un’occasione speciale.
Ma c’è chi d’estate non vi rinuncia, proponendola con le verdure cotte al forno. In questo modo, il piatto può essere servito come antipasto, contorno o addirittura come un gustoso condimento per la pasta fredda, che va per la maggiore nel periodo estivo.
Se i peperoni della vostra caponata avanzano, perché non preparare anche degli involtini?
 
Per il ripieno si possono scegliere filetti d’acciughe e capperi o il pan grattato condito, magari aromatizzato con le erbe. è un piatto freddo ideale per l’estate. Può essere servito come un contorno o un secondo vegetariano.
Nel menù estivo siciliano troviamo spesso come antipasto o contorno anche le cipolle gratinate (grosse cipolle bianche oppure dei cipollotti novelli), veloci e semplici da preparare. Fissa in ogni menù c’è poi la tradizionale parmigiana, che può essere servita anche come un secondo.

Ma è soprattutto la colazione a diventare ricca e gustosa nelle estati siciliane. Immancabili sono le granite, dalla più tradizionale al limone a quella ai gelsi neri o al pistacchio, accompagnate da morbide brioche, da non confondere con quelle di altre regioni. Se poi non si è a dieta o si vuole fare uno strappo alla regola, la brioche va assaggiata con il gelato.
 


Il dessert. Biancomangiare vera alternativa al gelo di frutta
 
PALERMO - Nelle calde estati siciliane si scelgono spesso dei dolci dal gusto fresco. Oltre alle granite, ai tavoli dei bar o dei ristoranti viene servito il cosiddetto “biancomangiare”, ossia un budino o gelo. Lo potrete trovare al limone, alla mandorla o addirittura al carrubo. Ha un gusto molto fresco, ad esempio, quello alla cannella. Se vi volete cimentare nella preparazione servono: 1 litro d’acqua, 15 grammi di cannella in stecche, 80 grammi di amido e 250 grammi di zucchero. Bollite l’acqua e le stecche di cannella per 15 minuti. Fate raffreddare e lasciate in infusione per tutta la notte. Filtrate l’infuso, mescolatevi lo zucchero e l’amido e cuocete a fuoco basso fino a quando non avrete ottenuto una crema piuttosto densa. Versate in uno stampo  lasciate raffreddare, quindi mettete il gelo in frigo per almeno tre ore. Sformate il budino e guarnite con fiori di gelsomino, stecche di cannella o cioccolato a scaglie, oppure mandorle tostate e tritate. Il “bianco mangiare” alla cannella è pronto.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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