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Quotidiano di Sicilia

Il gelato non si scioglie alla crisi, le sue origini risalgono al 500 a.C.
In Sicilia si registra una crescita esponenziale delle aziende del settore: nell’ultimo anno +6 per cento. Persino gli Arabi in Sicilia erano soliti mescolare la neve dell'Etna ai succhi di frutta per ricavarne sorbetti

Tags: Enogastronomia



PALERMO - Una crescita esponenziale che non riesce ad arrestarsi neanche di fronte alla crisi. Le imprese artigianali del gelato in Sicilia viaggiano con il vento in poppa, straordinariamente in espansione anche perché evidentemente il mercato sembra essere in grado di reggere il confronto.

Nell’Isola non solo si cresce ma si riesce a migliorare il proprio fatturato in vendita di gelati anche con un tasso superiore alla media nazionale. Sono abbastanza eloquenti sotto questo aspetto i dati elaborati dalla Camera di Commercio su scala nazionale. Infatti proprio in Sicilia nell’ultimo anno le imprese del gelato sono cresciute del 6,1 per cento, quinta regione italiana con il più alto tasso. Probabilmente questo è dovuto non solo a vendite “interne” ma anche e soprattutto alle richieste che ci arrivano dai turisti stranieri.

Ma quali sono le origini del gelato? Si narra che già nel 500 a.C., i cinesi avessero scoperto come conservare il ghiaccio invernale per poterlo utilizzare d’estate. In India, gli imperatori Moghul inviavano cavalieri sulle montagne dell’Hindukush per portare ghiaccio e neve a Delhi per i sorbetti di frutta di corte.
Un’altra notizia interessante é che nei secoli più lontani, presso alcuni popoli come i Babilonesi, gli Egizi, gli Arabi e i Romani, c’era l’abitudine di refrigerare alcune sostanze dolci, come per esempio i succhi ottenuti spremendo la frutta. Persino gli Arabi in Sicilia erano soliti mescolare la neve dell’Etna ai succhi di frutta, creando quello che può essere considerato l’antenato del nostro gelato e che veniva chiamato Sherbeth.

Una vecchia ricetta tramandataci da Plinio il vecchio, ci fa capire quando già tra i romani fosse vicino il concetto di sorbetto, infatti essi mescolavano ghiaccio tritato finemente e miele ad un’altra porzione di ghiaccio mescolato con succo di frutta, in modo da realizzare una specie di crema ghiacciata.

Si narra che i veri inventori del gelato fossero degli italiani e furono proprio gli italiani a portare il gelato in Europa.Tra i gelatai dell’epoca spicca il siciliano Francesco Procopio de’ Coltelli che nel 1686 aprì a Parigi un locale che chiamò Café de Procope.
Il ritrovo diventò ben presto punto di riferimento per i letterati dal tempo, anche nei secoli successivi: da Voltaire a Balzac a Victor Hugo.

Tutti a gustare la ricetta originale di Procopio, che era riuscito a trovare il modo di rendere estremamente omogeneo l'insieme di frutta, miele ,zucchero e ghiaccio. Nello stesso periodo nacque anche l'usanza - ancora in voga oggi - di servire, a metà banchetto - il “sorbetto”, considerato un ottimo digestivo.
Il cono nacque nel 1904 durante la Fiera Mondiale di St Louis.

Un gelataio, avendo terminato i contenitori in cui proponeva i suoi gelati ai clienti, provò ad utilizzare dei wafer venduti da un banchetto lì vicino. Fu un successo enorme!!
Le cialde sono il risultato di un’arte antichissima, quella dei “cialdonari” che già nel 1400 confezionavano impasti leggeri a base di acqua, farina, zucchero e uova.(dr)

Articolo pubblicato il 31 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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