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Palermo - Teatro Massimo: bilancio positivo, nel 2009 utili per quasi 2 milioni
di Luca Insalaco

Il sovrintendente Cognata: “Quasi un’eccezione nel panorama delle fondazioni liriche italiane”. Risultato ottenuto grazie al contenimento delle spese, nonostante i tagli da Roma

Tags: Palermo, Teatro Massimo



PALERMO - Per il quinto anno consecutivo il bilancio del Teatro Massimo è in attivo. Il 2009 si è chiuso con un utile di quasi 1,9 mln di euro, a fronte di un valore della produzione di 41,2 mln di euro. Ovvia la soddisfazione del management della fondazione: “Per noi si tratta ormai di una tradizione, quasi un’eccezione nel panorama delle fondazioni liriche italiane”, ricorda il sovrintendente Antonio Cognata, che sottolinea come il risultato sia stato raggiunto nonostante i tagli del Governo al Fondo unico dello spettacolo.

Sembrano lontani, dunque, i tempi di crisi in cui l’esistenza stessa del Teatro era messa in discussione. “Nel 2002 – ricordano da piazza Verdi - i costi di produzione superavano i 54 milioni di euro, con una perdita di oltre 13 milioni. Oggi, a parità di entrate, produciamo più spettacoli, spendendo molti milioni di euro in meno per i costi di produzione. Un risultato ottenuto grazie alla riorganizzazione del lavoro che ha coinvolto tutti i settori ed all’ottimizzazione delle spese, a cominciare da quelle di rappresentanza, ridotte dell’89%, passando dai 157.424 euro del 2002 ai 17.150 euro del 2009”.

Pesano, in ogni caso, i tagli operati a Roma, visto che il 90% del valore di produzione viene dai contribuiti (“Stiamo studiando un’azione a livello di Fus per ottenere il rimpinguamento dei fondi”, annuncia Cognata) e quelli operati dal Comune di Palermo (“È stato il consiglio comunale, non l’amministrazione, ad operare il taglio. Vedremo se in futuro sarà possibile recuperarli…”).
I toni trionfalistici legati alle cifre, si smorzano quando si parla degli scontri che da tempo contraddistinguono i rapporti con le maestranze. Cognata si dice sorpreso dell’ostilità di una “sparuta minoranza, che contrasta con il generale apprezzamento espresso dai lavoratori e dalla città”.

Le parole del sovrintendente traggono conforto nei numeri positivi del botteghino, che registra un aumento di presenze: alla fine dell’anno dovrebbero attestarsi a 110 mila unità.
Sul fronte della programmazione autunnale, l’attesa è tutta per le nuove produzioni: “Il barbiere di Siviglia” di Rossini, “Don Quichotte” di Massenet, “Alice” di Giovanni D’Aquila, in prima assoluta con Etta Scollo e oltre 200 bambini delle scuole palermitane, “La fanciulla del West” di Puccini, spettacolo firmato da Lorenzo Mariani in coproduzione con la San Francisco Opera.
 

 
Dall’opposizione. Faraone (Pd): “Documento poco chiaro”
 
PALERMO – “Solo propaganda”: così Davide Faraone (Pd) bolla le dichiarazioni del sovrintendente Cognata, rilasciate in occasione della presentazione del bilancio 2009. “Le cifre date dal sovrintendente sono poco chiare e lasciano adito a moltissimi dubbi. Il bilancio è illeggibile e non sono state date nel dettaglio le singole voci di spesa”, afferma il consigliere comunale, che ricorda come ad oggi non sia stato dato ancora nessun chiarimento sul “flop del cenone di capodanno e la perdita di quasi 100 mila euro”.
Le critiche non risparmiano neppure la qualità dei cartelloni “sempre più scarni e scadenti, portati avanti ed in un clima di guerra fredda instaurato dal sovrintendente con le maestranze”.
E il prossimo aumento degli spettacoli? “Una bugia – dice Faraone - Lo dimostra il fatto che si è perso un asset importante come la stagione estiva del Teatro di Verdura che prevedeva oltre quaranta spettacoli e quest’anno si è ridotta a sole tre manifestazioni”.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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