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Quotidiano di Sicilia

Verso il superamento della spesa storica
di Raffaella Pessina

I fabbisogni standard unico riferimento per rapportare progressivamente il finanziamento alle funzioni fondamentali. La Loggia presidente Commissione attuazione federalismo fiscale: “La più grande occasione di sviluppo”

Tags: Enrico La Loggia, Federalismo Fiscale



PALERMO - Il Paese si sta preparando al il secondo decreto relativo all’attuazione del federalismo fiscale, che disciplina la determinazione del fabbisogno standard per Comuni e Province, per assicurare un graduale e definitivo superamento nei loro riguardi del criterio della spesa storica. I fabbisogni standard determinati dal decreto costituiranno il riferimento cui rapportare progressivamente il finanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni eventualmente da esse implicate.

Fermi restando i vincoli stabiliti con il patto di stabilità interno, dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato oltre a quelli stabiliti dalla legislazione vigente. Su questo decreto e sulla relazione sulla attuazione del federalismo fiscale che il Governo ha presentato alle Camere il 30 giugno scorso, si deve esprimere la Commissione per l’Attuazione del federalismo fiscale. Al suo presidente Enrico la Loggia abbiamo chiesto un commento.Che pubblichiamo.
“L’Italia è un Paese plurale per definizione. Ed il paradosso è che tutto in Italia è federale, se non la struttura dello Stato. Perché uno Stato non può dirsi davvero e propriamente federale se le competenze sono effettivamente ripartite fra centro e periferia ma centralizzato resta il meccanismo di raccolta delle imposte. Sappiamo benissimo però una cosa: che uno Stato così com’è attualmente strutturato non possiamo più permettercelo.

“Il federalismo rappresenta il sistema per cui il livello di spesa migliore diventa parametro per tutti. Il federalismo fiscale - i cui decreti attuativi stanno giungendo con gradualità al vaglio della Commissione bicamerale che presiedo - dovrebbe servire proprio a costruire questa nuova ossatura dello Stato. A fare in modo che chi spende sia almeno in parte responsabile della raccolta delle imposte. E, parallelamente, a controllare che i denari con cui la totalità dei cittadini sostiene, per i giusti oneri di perequazione, le regioni più deboli, siano spesi sulla base di parametri standard che stimolino e consolidino l’efficienza delle amministrazioni”.

“Qualsiasi cosa avverrà in Parlamento nei prossimi mesi, mi auguro che i tempi per realizzare il federalismo fiscale si stringano. I costi della riforma dipenderanno in buona parte da come saranno scritti i decreti attuativi. Credo che la Regione Siciliana dovrebbe intensificare il dibattito su questo tema in sede di Conferenza paritetica con lo Stato,  per recepire nei tempi e nei modi giusti i decreti attuativi che, di volta in volta, saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Sono comunque molto preoccupato per il modo in cui, ancora oggi, il concetto di federalismo viene interpretato dalla classe dirigente meridionale. Quando facciamo la nostra battaglia a Roma, noi rappresentanti politici meridionali ed in particolare siciliani, veniamo spesso mortificati perché, davanti a battaglie sacrosante come quella per l’attuazione dell’articolo 37 dello Statuto o ancora per la realizzazione di infrastrutture e servizi nel Mezzogiorno e in Sicilia, ci sentiamo rivolgere l’accusa che queste risorse vanno ad aumentare la spesa corrente, a creare stipendifici o sprechi di altro genere e non realmente per fare investimenti. Anche perché siamo stati capaci di presentare progetti in cui il 90 per cento dell’importo totale era relativo al personale da impiegare e il 10 per cento era destinato all’investimento in quanto tale.

“Se non avremo le carte in regola, come diceva  Piersanti Mattarella, non riusciremo ad attingere a un centesimo di solidarietà da parte del resto del Paese. Ci troveremmo infatti nella stessa situazione di quel padre di famiglia che con mille euro non riesce ad arrivare a fine mese, e magari,  incontrando un amico generoso, che gli fa un prestito di mille euro,  anzicché utilizzarli per il bene dei suoi va a giocarseli al casinò. Pensate che il mese successivo troverà un altro amico o lo stesso amico altrettanto generoso disponibile a dargli altri mille euro?”

È questa la Sicilia che chiede il riscatto della propria società? 
“No. Questa è la Sicilia che ha tradito la propria autonomia, che ha tradito lo Statuto. “Se prevarrà il principio di responsabilità e il principio di solidarietà, che sono i due pilastri fondanti del federalismo, e saremo talmente bravi e talmente responsabili ed equilibrati da costruire un percorso il più possibile condiviso tra centro-destra e centro-sinistra, riusciremo a rendere concreta la più grande occasione di sviluppo del nostro paese dagli ultimi cinquant’anni ad oggi.  “Ma occorrerà un rigore assoluto, una responsabilità totale e un equilibrio che io ancora non vedo nella classe dirigente politica ma non vedo neanche nelle altre classi dirigenti del nostro Paese”.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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