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Contenziosi bancari 2009: +33%. Le imprese in grandi difficoltà
di Michele Giuliano

Crisi: le aziende soffrono il calo dei consumi, gli istituti di credito restringono i prestiti. Il ruolo strategico dei Confidi che nell’ultimo anno hanno aumentato le erogazioni

Tags: Banche, Imprese, Credito, Finanziamenti, Prestiti, Confidi



PALERMO - La crisi economica colpisce le aziende siciliane su più fronti. Se da una parte, le imprese soffrono il calo dei consumi e quindi delle vendite in tutti i campi, dall’altro gli istituti di credito restringono i prestiti, spesso per gli imprenditori unica via di uscita da un circolo vizioso sempre più pericoloso e di frequente letale.

Un segnale ulteriormente negativo in tal senso è dato dal netto aumento dei contenziosi tra banche e imprese, con un incremento percentuale di oltre un terzo sul totale. Numeri alla mano la Cna a Ragusa ha messo a fuoco un innalzamento dei contenziosi del 33 per cento nel 2009 rispetto all’anno precedente. Questa ed altre le tematiche che sono state al centro della discussione in un incontro tenutosi presso la sede Cna di via Psaumida a Ragusa, a cui hanno partecipato i componenti del gruppo dirigente della Confidi a livello provinciale e territoriale, con in testa il presidente provinciale Giuseppe Massari, affiancato dal segretario provinciale, Giovanni Brancati, i componenti iblei del Consiglio di amministrazione di Unifidi, Antonino Cirmi ed Emanuele Sortino, il responsabile della filiale di Ragusa del confidi, Daniela Cavallo.

Il direttore generale di Unifidi Imprese Sicilia, Giancarlo Scollo, ha posto l’attenzione sul ruolo strategico del Confidi per il supporto alle aziende anche in seguito all’agognato riconoscimento della Banca d’Italia, con l’iscrizione nell’elenco speciale (ex art.107): “L’iscrizione come intermediario ex 107 è motivo d’orgoglio per tutta l’organizzazione perché significa che a suo tempo sono state fatte le scelte giuste, scelte che stanno dando risultati soddisfacenti.

L’obiettivo resta quello - ha sottolineato - di non snaturare la nostra missione principale che è stare al fianco delle imprese. Adesso lo faremo in modo diverso, secondo le direttive di Banca d’Italia. In questo ultimo anno di crisi - ha detto ancora - abbiamo assolto ad un impegno fondamentale alla luce del sostegno dato alle imprese. Abbiamo aumentato l’erogazione degli importi di circa il 25 per cento. In particolare, abbiamo deliberato 145 milioni di euro di prestiti in Sicilia, quasi 40 milioni di euro per la sola provincia di Ragusa. E tutto ciò siamo riusciti a farlo in un momento di grande difficoltà e nonostante siano in aumento le segnalazioni di contenzioso oltre alle sofferenze bancarie, con incremento pari al 33 per cento. Un ruolo, il nostro, non indifferente rispetto all’assunzione di rischi, un ruolo che dovrebbe essere riconosciuto e supportato dalla Pubblica amministrazione.

La Regione, cioè, dovrebbe intervenire sulla patrimonializzazione dei confidi per permettere a questi ultimi il migliore espletamento della propria attività nel contesto di una crisi che non accenna a diminuire e che, anzi, proprio nella nostra isola, sta facendo registrare il suo picco”.

L’incontro, dopo un ampio e articolato dibattito sulle problematiche del credito che ha interessato l’intero panorama provinciale, è stato concluso dal presidente provinciale della Cna, Giuseppe Massari, che ha spaziato sulle possibilità esistenti nell’ambito delle provvidenze per le piccole e medie imprese.
 

 
L’approfondimento. L’importanza dell’iscrizione all’elenco speciale
 
PALERMO - L’iscrizione della Unifidi nell’elenco speciale della Banca d’Italia (ex art. 107) porterà sicuri vantaggi alle imprese siciliane. Come ha chiarito il direttore generale di Unifidi Imprese Sicilia Giancarlo Scollo, nell’incontro tenutosi a Ragusa, “La garanzia rilasciata dal consorzio fidi è valida ai fini di Basilea per le banche che accantoneranno meno patrimonio ma ciò deve significare un vantaggio per le imprese in termini di minor costo del denaro oltre che di aumento degli affidamenti che possono essere garantiti alle imprese. Questo il primo risultato tangibile. L’altro è che il confidi ex 107 può svolgere nuovi servizi come: prestare fideiussioni nei confronti della Pubblica amministrazione, garantire la gestione di agevolazioni pubbliche, la partecipazione a bandi per la gestione, e, ancora, svolgere attività riservata agli intermediari finanziari come l’erogazione di finanziamenti diretti. Un confidi ex 107 può erogare finanziamenti con provvista propria o di terzi. Abbiamo puntato molto sull’attività di consulenza dei consorzi fidi, facendo affidamento sul fatto che Unifidi imprese Sicilia è radicata sul territorio, mettendo a disposizione delle imprese un’attività di consulenza nell’individuazione dell’adeguato prodotto finanziario da proporre”.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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