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Anche se non sono sanate le case generano imposte
di Alessandro Petralia

Pignataro, sindaco di Caltagirone: “Prevediamo 2 mln € di nuove entrate”. Il presupposto per pagare l’Ici è il possesso dei fabbricati

Tags: Enti Locali, Abusivismo, Immobili



PALERMO – Non ci sono scuse: anche se gli immobili non sono sanati, i Comuni possono esigere le tasse o quantomeno l’Ici. Il presupposto dell’Ici, ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. 504/1992, è infatti “il possesso di fabbricati…a qualsiasi uso destinati”. Il successivo art. 2 dà la definizione di fabbricato e cioè “l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano”.

La normativa catastale di cui al R.D. del 13 aprile 1939, n. 652 prevede l’obbligo di iscrizione ad “ogni parte di immobile che, nello stato in cui si trova, è di per se stessa utile ed atta a produrre un reddito proprio”. Anche il Tuir 917/1986, all’art. 36 comma 2,  dispone che “per unità  immobiliari  urbane si  intendono i fabbricati e le altre costruzioni stabili o le loro porzioni suscettibili di reddito autonomo”. In virtù di tali presupposti, il ministero delle Finanze, con Risoluzione del 6 giugno 1994 n. 2/138, ha ritenuto tassabili anche i fabbricati costruiti abusivamente, indipendentemente dal fatto che sia stata presentata o meno istanza di sanatoria edilizia. L’art.2 del decreto Ici dispone, inoltre, che “il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato”.

Rimane spazio per un ultimo ragionamento: da noi intervistato, Francesco Pignataro, sindaco di Caltagirone (Comune catanese con ben 4.483 fabbricati non dichiarati), ha affermato che l’Ente ha inserito nel previsionale 2010 due milioni di euro di nuove entrate derivanti dal gettito proveniente dai fabbricati non dichiarati identificati. Il calcolo è presto fatto: dividendo 2 milioni di euro per i suddetti 4.483 immobili otteniamo una cifra di circa 400 euro di imposte producibili da ogni singolo fabbricato. Moltiplicando tale cifra per i 159 mila immobili della Sicilia occidentale otteniamo dunque circa 60 milioni di euro di tasse esigibili.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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