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No ad autorizzazioni di protezione ambientale senza acquisizione del certificato antimafia
È quanto prevede una direttiva dell’assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Roberto Di Mauro. La trasparenza come conditio sine qua non per garantire un contesto di mercato non condizionato

Tags: Mafia, Ambiente, Roberto Di Mauro



PALERMO - “Per il rilascio di autorizzazioni di protezione ambientale d’ora in poi sarà necessaria l’acquisizione preventiva del certificato antimafia”.
È quanto previsto in una direttiva che l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Roberto Di Mauro, ha inviato al Dirigente Generale del Dipartimento dell’Ambiente, Sergio Gelardi, per garantire “le azioni di controllo preventivo e di sostegno alle imprese operanti nel settore soggetto alle Autorizzazioni Ambientali”.

Di Mauro ritiene che si debbano adottare le previsioni del Protocollo di legalità Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel rispetto della piena trasparenza che è azione cardine del governo Lombardo.
“Con questa direttiva - sottolinea l’assessore Di Mauro - riteniamo di valorizzare l’attività dell’assessorato che, in raccordo con le Prefetture e le Forze dell’Ordine, concorre a garantire un contesto di mercato non condizionato, presupposto necessario per sostenere lo sviluppo socio economico della Sicilia.

“Il controllo preventivo attraverso l’acquisizione delle informazioni antimafia, - prosegue Di Mauro - dovrà essere operato su tutti i provvedimenti autorizzativi a far data dall’emanazione di questa direttiva”.
Per evitare l’allungamento dei tempi di rilascio delle autorizzazioni ambientali, gli interessati dovranno produrre la documentazione (certificato rilasciato dalla CCIAA con annotato Nulla Osta antimafia) contestualmente al deposito della stessa richiesta. Questa documentazione sarà, poi, inoltrata dal Dipartimento alla Prefettura competente per la richiesta di informazioni antimafia in attuazione del Protocollo di legalità Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Infine, per una maggiore garanzia rispetto al pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata, nel provvedimento viene evidenziata anche l’opportunità di “valorizzare al massimo le informazioni cosiddette atipiche, da chiedere alle Prefetture, per le autorizzazioni rilasciate negli ultimi due anni”.

Articolo pubblicato il 06 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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