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“Bellolampo, non tornano i tempi di smaltimento del percolato”
di Antonio Casa

Il senso della segnalazione dell’assessore regionale ai Pubblici servizi alla Procura di Palermo. Russo: “Impossibile raccogliere 375 tonnellate al giorno, giorni festivi compresi”

Tags: Bellolampo, Discarica, Percolato, Pier Carmelo Russo



PALERMO - La chiama “anomalia algebrica”. Lui, figlio di insegnanti di matematica, ha fatto due conti, non si è convinto e li ha segnalati alla Procura di Palermo.
“Lui” è l’assessore regionale all’Energia e ai Pubblici servizi, Pier Carmelo Russo. I conti sulla raccolta di percolato nella discarica di Bellolampo, riferiti al primo quadrimestre del 2010, li ha fatti e rifatti. E hanno dato sempre lo stesso risultato: non tornano.

Perché, nel balletto delle cifre citate negli ultimi mesi sulla quantità di liquame tossico prodotta dai rifiuti depositati sulla collina sopra il capoluogo, gli autocompattatori fanno questo dannato lavoro in fretta, senza perdere un secondo, lavorando senza sosta di giorno e di notte, festivi compresi. A Pasqua e pasquetta. Possibile?

“I gestori hanno dichiarato che tra gennaio ed aprile sono state recuperate 45 delle 100 mila tonnellate di percolato depositate - spiega Russo -. è questo il punto: come hanno fatto in quattro mesi? Sono molto perplesso”. L’assessore ha preso la calcolatrice, le divisioni hanno fatto il resto. Dunque. “Quarantacinque mila tonnellate di percolato raccolte in quattro mesi fanno 11.250 tonnellate al mese. Le autocisterne che compiono il lavoro (vengono da Gioia Tauro, Calabria. Il loro costo è di 80 euro per tonnellata, ndr) hanno una capienza di 30 tonnellate. Significa che per smaltire 11.250 tonnellate al mese, occorre aspirare 375 tonnellate di percolato al giorno, più di 15 tonnellate e mezzo all’ora”. Un’autocisterna ogni ora e 50 minuti circa: tanto serve in teoria per caricare 30 tonnellate. Dodici autocisterne e mezza al giorno. “Non solo - aggiunge l’assessore -, non è semplice arrampicarsi su per le stradine che conducono alla discarica di Bellolampo. Può accedervi un mezzo per volta, ci sono dei “tempi morti” per consentire le manovre in entrata e in uscita che si riflettono sul risultato temporale finale”. Anche volendo, secondo Russo, è impossibile raccogliere 375 tonnellate di percolato al giorno.

Nei giorni scorsi, nei locali della Protezione civile regionale, è stato presentato un sistema di waste water treatment, cioè del trattamento del percolato di discarica. Si tratta di ricavare acqua pura attraverso la tecnologia cosiddetta “a membrana”, che utilizza il sistema di osmosi inversa, effettuando la decontaminazione delle enormi quantità di percolato accumulatesi nelle discariche, per eliminare gli alti costi del trasporto e del conferimento alle strutture specializzate. A Grosseto ed in provincia di Cagliari ce ne sono già due.
Secondo quanto riferito dall’amministratore delegato della Rochem marine di Genova, Adriano Romano, un impianto di trattamento ha un valore di circa 600 mila euro, e 10-12 euro è il costo medio per metro cubo di percolato lavorato. La parte residuale, il concentrato di fanghi, pari al 30-40 per cento viene poi conferita in discarica.  “Parte del concentrato - aggiunge l’ad di Rochem- viene processata in discarica e in certi casi aiuta a mantenere la stessa in zone dove le piogge non sono abbondanti” . Nel corso della presentazione, è emerso che esiste già un impianto trattamento del percolato, nella discarica di Bellolampo, a Palermo, ma la Regione non autorizza lo smaltimento dei fanghi essiccati nella quarta vasca perché non lo ritiene in sicurezza.
 

 
PALERMO - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha incontrato a Villa Niscemi il direttore del dipartimento di Protezione Civile regionale Pietro Lo Monaco. Nel corso dell’incontro si è discusso della rimozione del percolato nella discarica di Bellolampo e dei progetti di ampliamento della capacità di abbancamento che la struttura commissariale per l’emergenza rifiuti, coordinata dallo stesso Lo Monaco, sta predisponendo sia nella prospettiva del superamento delle criticità della quinta vasca sia per il potenziamento infrastrutturale dell’intera piattaforma di Bellolampo, anche in funzione dello sviluppo dei progetti di raccolta differenziata.

Cammarata, spiega una nota, ha espresso al capo della Protezione civile “apprezzamento per le rassicurazioni ricevute” che “confermano - ha detto - come le attività già avviate dalla struttura commissariale portino al superamento di ogni timore di interruzione del servizio di conferimento a Bellolampo”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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