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Il Ministero incoraggia ma senza un vero obbligo
di Marina Barrera e Carmelo Riccotti La Rocca

Cittadini penalizzati: l’accesso con un semplice click è solo un miraggio. “Condividiamo la vostra campagna di sensibilizzazione”

Tags: Enti Locali, Trasparenza



ROMA – Internet, questo sconosciuto. Le Province siciliane zoppicano in materia di  trasparenza sul web, dato che comunque, più che un obbligo, quello della pubblicazione degli atti pubblici sui portali degli enti resta un “invito” del legislatore, nonostante sia evidente la velocità e la facilità di accesso per il cittadino con un solo click.
è quello che ci conferma il ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione Renato Brunetta.

“Per quanto il nostro ministero possa condividere la vostra campagna di sensibilizzazione - fanno sapere dall’ufficio stampa del ministro - la stessa non può essere supportata legalmente”.
In altre parole, non sono previste sanzioni per chi non pubblica il risultato della propria attività amministrativa su internet.
“Dopo aver sentito il parere degli uffici tecnici - aggiungono dal Ministero - è certo che, seppur quello di garantire la trasparenza è un dovere degli enti e l’accesso agli atti è un diritto dei cittadini, non è obbligatorio che i primi debbano pubblicare le delibere su internet. Questa tesi trova fondamento nel testo unico degli enti locali, decreto 267, articoli 10 e 11”.

Al comma 2 di tale decreto si legge: “Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi.”
Il comma 3 dice invece che “al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’amministrazione, gli enti locali assicurano l’accesso alle strutture, e ai servizi gli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni”.

Articolo pubblicato il 10 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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