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Quotidiano di Sicilia

Pil Sicilia in discesa da trent’anni
di Lucia Russo

Crisi perenne. La ricchezza prodotta diminuisce in Sicilia.
Previsioni 2010. Nel Documento di programmazione economica 2010-2013 della Regione il Pil a prezzi costanti cala del 0,5% e a prezzi correnti sale del 1,9 ma deve riprendersi dal -3,6 del 2009.
Consumi in calo. Le famiglie, a causa della mancanza del lavoro, spendono di meno con una contrazione pari a -1,8% e devono pagare più tasse agli enti locali.

Tags: Pil, Economia



La ricchezza prodotta dalla Sicilia non riesce a superare la soglia del 6,2 % registrata nel 1990, anzi retrocede scendendo al 5,6 % di quella prodotta da tutta l’Italia. In valore assoluto 85,8 miliardi di euro sui 1.520,8 prodotti dall’uitalia nel 2009, mentre la Sicilia ne produceva 87,8 miliardi nel 2009, tanto che secondo l’ultima Relazione sulla situazione economica della Sicilia, del Servizio statistica della Regione, è il dato peggiore degli ultimi quarant’anni.
L’industria è tra i settori più in crisi, seguita dalle costruzioni. Poi c’è l’agricoltura che non riesce a riprendersi, anzi va sempre più indietro. Dall’ultima relazione della Corte dei Conti sul consuntivo 2009 della Regione, si legge che  nell’Isola sono state registrate gravi irregolarità proprio nell’utilizzo del Fondo di garanzia per l’agricoltura (Feoga) del pacchetto del Po Sicilia 2000-2006.
 
Se si considera che per ogni miliardo di investimenti è possibile attivare diecimila posti di lavoro, ci rendiamo conto quanto pesa la notizia che in Sicilia nel 2009 si è registrato per il Prodotto interno lordo, ovvero la ricchezza prodotta, il dato peggiore degli ultimi quarant’anni. Pesa perché sappiamo che sono trascorsi inutilmente due anni prima che potesse effettivamente partire l’attivazione dei fondi Ue del Programma operativo 2000-2006, di cui quattro anni dopo ancora si devono rendicontare ben 2,5 miliardi, con il rischio che se non si provvede entro settembre 2010 si perderanno 400 milioni di euro.

Ed è proprio alle perfomance negative dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi che si deve la flessione del Pil Sicilia, già consistente nel 2008 nell’ambito di una crisi globale che ha toccato il resto del Paese, ma ancora più forte nel 2009 quando, se si considera il Prodotto interno lordo a prezzi costanti, c’è stato un calo del 3,6 per cento (nel 2008 si era registrato un -1,4 per cento). In particolare nel 2009 si è registrato un crollo del valore aggiunto nel manifatturiero del 13,7% e del 10,5% nell’edilizia.

Tuttavia, la flessione del Pil nell’isola è minore rispetto alla media del Paese (-5%) e del Sud (-4,1%) per via di “una riduzione meno netta nei consumi delle famiglie e del miglioramento del saldo delle importazioni nette”, cioè la produzione regionale è riuscita a soddisfare meglio la domanda. Il fatto è però che in Sicilia siamo al quarto calo consecutivo del Pil, in caduta libera negli ultimi quattro anni: 2,4% nel 2005, 1,1% nel 2006, 0,4% nel 2007, -1,4% nel 2008. Le famiglie, a causa della mancanza del lavoro, spendono di meno  con una contrazione pari a -1,8%. L’occupazione, infatti, è in calo per via della crisi economica (-1,1%), per il terzo anno consecutivo (-0,6 nel 2008 e -0,9% nel 2007). Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 3,2% e solo in parte sostituito dal ricorso al credito al consumo. Sono sempre meno infatti le famiglie che utilizzano l’indebitamento per i consumi: 1,9% nel 2009 a fronte del 4,8% del 2008 e dell’11,3% del 2007.

Ma il dato più grave è che analizzando il Prodotto interno lordo della Sicilia in rapporto percentuale rispetto al Pil Italia, si vede come nel corso di trent’anni (dal 1980 al 2009) non è mai cresciuto, anzi è andato indietro, se nel 1980 era pari al 6,1% di quello dell’Italia e nel 2000 al 5,7%, che poi addirittura scende al 5,6 per cento quasi dieci anni dopo, ovvero nel 2009.

Articolo pubblicato il 11 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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