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Quotidiano di Sicilia

E-government 2012: la Sicilia comunica poco
di Valeria Nicolosi

Il piano del ministro Brunetta che mette insieme progetti di innovazione digitale per una Pa più efficiente e trasparente. Nello stand al Forum Pa 2010 il Friuli Venezia Giulia, invece, ha reso noti quattro progetti in corso

Tags: Innovazione, Pubblica Amministrazione



PALERMO - È durante il Forum PA, che si svolge ogni anno a Roma, che la Pubblica amministrazione ha la possibilità di mettere in vetrina i propri prodotti. Quest’anno, nell’edizione 2010, ci siamo imbattuti in quello della Regione Sicilia molto appariscente nella struttura, ma a differenza delle altre regioni, sembra che il nostro abbia poco da pubblicizzare.
 
Nell’ambito, infatti, del Piano e-government 2012 (realizzato dal Ministro Renato Brunetta che definisce un insieme di progetti di innovazione digitale che si propongono di rendere più efficiente e trasparente la Pubblica Amministrazione e di modernizzarla nell’ambito del cosiddetto processo di dematerializzazione), sembra che la Sicilia non abbia nulla da proporre ai propri utenti. Poca la comunicazione, poche le brochure informative, poca la pubblicità. Quali sono le innovazioni? Quali i progetti in corso? E quali quelli in programma? Alle nostre domande è la Regione Friuli Venezia Giulia che risponde brillantemente illuminando il nostro sguardo e riempendo le nostre borse di materiale informativo su tutti gli strumenti messi in atto dalla regione per semplificare la vita dei cittadini e il lavoro dei dipendenti pubblici, rivestiti, oggi, di competenza e professionalità.
 
Dopo la firma di un protocollo d’Intesa con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, la Regione Friuli Venezia Giulia ha, infatti, presentato:
1. il Fascicolo del dipendente realizzato in collaborazione con Microsoft e Insiel, volto a migliorare l’efficienza e la produttività, accrescere la qualità dei processi e rispettare l’ambiente. Si tratta di un supporto ai processi dell’Ufficio Archivio e Protocollo che semplifica la gestione dei flussi documentali, abbatte i tempi e costi legati alla produzione e alla gestione dei documenti incrementando la produttività interna. Inoltre, consente la facilità di condivisione del patrimonio informativo tra più utenti contemporaneamente, non solo permettendo di reperire i documenti velocemente ma anche consultando i fascicoli solo su specifica autorizzazione garantendo cosi una maggiore sicurezza e tutela della privacy;
2. il progetto SIC Sistema Informativo Comune, realizzato in collaborazione anche con il ministero dell’Interno, strumento web di monitoraggio di fenomeni di degrado ed inciviltà urbana che si colloca all’interno del gruppo di quattro progetti che costituiscono l’ossatura del Protocollo d’Intesa in materia di politiche integrate di sicurezza urbana.
3. la web letter che facilita la comunicazione tra il Consiglio Autonomie Locali e gli enti locali della regione migliorandone il dialogo e agevolando un più efficace processo di sintesi degli interessi dei cittadini che gli enti rappresentano, e infine la carta regionale dei servizi diffusamente distribuita, peraltro, anche ai cittadini siciliani ma le cui funzionalità, ci permettiamo di dire, forse non sono adeguatamente rese note. Insomma, riconfermando lo stereotipo siciliano, il nostro tallone d’achille rimane ancora la “comunicazione”, anzi quella istituzionale nello specifico, considerata invece da alcuni la bacchetta magica nelle mani della fata al palazzo.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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