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Alta variabilità negli anni nel valutare il credito
Dal D.lgs 241/05 il criterio di simmetria tra funzioni e risorse - Ritardo di 60 anni e imprecisione dal governo centrale

Tags: Michele Cimino, Statuto, D.lgs 241/05



PALERMO - Dall’ufficio di Gabinetto dell’assessore Cimino abbiamo ricevuto un chiarimento sulla stima dell’importo dovuto alla Sicilia dallo Stato in applicazione dell’articolo 37. Il diritto della Regione siciliana a percepire l’imposta sulla quota di reddito prodotta dagli stabilimenti e impianti, siti nel territorio regionale, di imprese che hanno la sede legale fuori dallo stesso, è stata riaffermata nell’anno 2005, con l’emanazione del D. Lgs. n.241 che ha previsto il “trasferimento alla regione siciliana delle quote di competenza fiscale dello Stato in base all’art.37”, rinviandone le relative modalità applicative a un decreto dirigenziale del ministero dell'Economia e delle Finanze, adottato d'intesa con l’assessorato regionale al Bilancio.
Nonostante le numerose sollecitazioni da parte dell’assessorato Bilancio , gli organi ministeriali non hanno mai proceduto a dare attuazione alla previsione legislativa innanzi riportata, assumendo quale elemento condizionante il simmetrico trasferimento alla Regione di “competenze previste dallo Statuto fino ad ora esercitate dallo Stato”. La posizione di parte statale, in tal senso, non è mutata neanche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.145 del 16 maggio 2008, con la quale ha reso una interpretazione che contribuisce a fare chiarezza sulla questione inerente al “criterio di simmetria” tra trasferimento di funzioni e di risorse stabilito dall’art.1 del d.lgs n.241 del 2005.
Infatti in base alla citata sentenza interpretativa l’unica funzione da trasferirsi alla Regione siciliana “simmetricamente” al trasferimento delle quote di gettito Ires è quella relativa alla riscossione del tributo medesimo.
Tanto risulta di immediata percezione, ove si abbia riguardo alla circostanza che l’andamento del gettito del tributo di che trattasi risulta caratterizzato da una alta variabilità, come dimostra la stima elaborata dallo stesso ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento per le Politiche fiscali, nella pubblicazione “La regionalizzazione delle entrate tributarie”, che riporta per l’anno 2001 un importo pari a 500 milioni di euro, mentre nell’anno 2004 l’importo stimato scende a circa 200 milioni di euro.
Detta variabilità - conclude la nota del Gabinetto del Bilancio - non può, all’evidenza, essere posto in simmetria con un trasferimento di funzioni (sanità, assistenza, pubblica istruzione ) alla Regione che si troverebbe a sostenere oneri tendenzialmente in aumento.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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