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Catania - Vulcania: da centro commerciale ad “ospizio” di sbandati e drogati
di Antonio Borzì

Il consigliere della terza Municipalità: “Più volte abbiamo chiesto un’intervento di riqualificazione”. Lo scempio in pieno centro città nell’indifferenza delle istituzioni: cittadini impauriti

Tags: Catania, Vulcania



CATANIA - Uno scempio in pieno centro. Non c’è altra definizione per chi entra nell’ex centro commerciale di Vulcania. Un’attività imprenditoriale fiorente negli anni 90 e che, con il fallimento dei negozi al suo interno, è stata completamente dimenticata. Una questione che l’intera cittadinanza sembra aver dimenticato per non parlare delle Istituzioni completamente assenti nella gestione del problema.

Un problema non da poco perchè Vulcania rappresenta una delle tante bombe sociali pronte ad esplodere da un giorno all’altro. Può essere accumunata a quelle questioni perennemente irrisolte che vedono come esponenti di spicco i palazzoni di viale Bernini o l’ex Palazzo della posta di Viale Africa. Insomma è un rifugio sicuro per gli sbandati della città che trovano al suo interno una zona completamente abbandonata. Non esistono avamposti della legalità infatti. L’impianto di videosorveglianza, con i suoi cartelli ben in mostra, è inutile all’interno di una struttura dove tutto o quasi è permesso. L’immondizia è ovunque.
 
Vestiti, scatole per non parlare dei vetri di bottiglie di birra rotte che rappresentano un autentico tappeto su cui camminare. Un quadro completato anche dalla puzza insopportabile che si respira. Il vandalismo regna sovrano con la maggior parte dei pali divelti. Tutti i muri sono stati oggetto di opere di writers più o meno bravi. All’interno degli ex negozi si sono introdotti balordi che hanno creato il caos. E come spesso accade oltre agli sbandati e agli ubriachi a Vulcania si ritrovano anche i drogati. Le siringhe infatti alla luce del sole testimoniano come nella zona manchi il controllo. E anche in questo caso suscita ironia vedere la targa degli uffici della polizia municipale che indica come in quel posto doveva esserci controllo e sicurezza. Ma la parola d’ordine è l’inciviltà. Tutto si può rompere. Un’autentica terra di nessuno che induce i cittadini della zona a non uscire di casa per paura che qualcuno, al calar del sole, li possa aggredire.

Abbiamo voluto sentire sulla vicenda il consigliere della terza municipalità Francesco Marano. “Da tempo - dichiara Marano - ci occupiamo di questa vicenda. I cittadini sono esasperati. Noi abbiamo più volte chiesto all’Amministrazione un intervento per riqualificare la zona. Ma fra Comune ed ex negozianti è in atto un contenzioso che rende tutto immobile. Ma la paura fra i cittadini è tanta. È uno schifo vedere come si è ridotta una struttura del genere”.

E mentre a poche decine di metri drogati, barboni e sbandati hanno il loro quartier generale un’area completamente attrezzata per il gioco dei bambini regna sovrana. In questo caso tutto è curato, ben sorvegliato. Sembra di vedere un’isola felice a pochi metri dall’inferno. L’ennesima stranezza di una città dai mille volti.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Un’immagine desolante di Vulcania (ab)
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Fioriere usate come pattumiere (ab)
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Rifiuti sparsi per terra (ab)
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