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Quotidiano di Sicilia

Carte revolving, ancora poco usate in Sicilia
Una via di mezzo tra il bancomat e la carta di credito

Tags: Carte Revolving, Veroconsumo



CATANIA - A differenza di quanto avviene in altri paesi, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, le carte revolving non sono ancora molto diffuse in Italia.

Probabilmente è un bene perché prima di utilizzarle è opportuno conoscerne bene le caratteristiche. Perché a differenza delle carte di debito (p.es. bancomat) o di quelle di credito a saldo (il cui rimborso delle spese del mese avviene di solito il mese successivo in un’unica soluzione), con le carte revolving si entra nel settore del credito al consumo.

La carta revolving è una forma di finanziamento snella che consente di accedere ad una linea di credito “rotativa” (revolving) di durata indeterminata, che si rigenera automaticamente con il pagamento delle rate mensili. In pratica mette a disposizione del titolare una certa liquidità (fido) da spendere nell’immediato: dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, ma spesso nasconde costi e commissioni che, a volte, si rivelano eccessivi.

Come per ogni forma di prestito, il titolare della carta revolving pagherà all’emittente alcune spese fisse e gli interessi sul credito effettivamente utilizzato. Nella scelta di una carta revolving è quindi importante valutare attentamente il TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), mediamente più alto di quello dei prestiti personali o di quelli finalizzati. Del resto, il vantaggio della revolving rispetto ai finanziamenti classici, è proprio il fatto di essere sempre disponibile e di poter essere usata con estrema semplicità senza richiedere alcuna autorizzazione specifica per ogni singola operazione, a differenza di un prestito finalizzato che viene proposto presso il punto vendita al momento dell’acquisto.
Per bilanciare però benefici e costi determinati dal tasso di interesse, è opportuno ridurre il numero delle rate. Quindi meglio scegliere una carta che consente di variare l’importo del rimborso mensile.

In questo modo l’acquisto fatto, volendo, lo si paga anche in pochi mesi, usufruendo dei vantaggi del pagamento rateale e al contempo limitando gli effetti del tasso di interesse.

Massimiliano Anastasi
Collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 18 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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