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Fumi e cattivi odori dalle industrie. A Siracusa controlli Arpa-Provincia
di Giuseppe Solarino

Negli ultimi mesi sono stati avvertiti diversi episodi nel Triangolo Augusta-Priolo-Melilli. Problema finora sottovalutato, anche per le perduranti carenze normative

Tags: Ambiente, Siracusa, Arpa, Augusta, Melilli, Priolo, Triangolo Della Morte



SIRACUSA - La Provincia di Siracusa e l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), in seguito ai fenomeni di emissioni di fumi e cattivi odori ripetutisi più volte in questi ultimi mesi nel triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo, vigileranno sull’attuazione delle disposizioni del relativo decreto varato per contenerli.

Il dirigente provinciale all’Ambiente, Domenico Morello, a tal proposito afferma che: “La presenza di sostanze maleodoranti nell’aria, non soltanto delle zone industrializzate, oltre a infastidire è causa di preoccupazione per gli eventuali effetti nocivi sulla salute. Ma nonostante si tratti di un fenomeno diffuso, le norme vigenti ancora non lo regolamentano. L’articolo n°674 del codice penale, tra le fattispecie generiche, dispone che chiunque, in luogo pubblico o privato, ma di uso comune, getti o versi sostanze finalizzate a molestare le persone, a provocare emissioni di gas, vapori o fumo, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206 euro.

La mancanza di norme e linee guida ha causato, dunque, una sottovalutazione del problema, non sempre associabile ad effetti tossici, comunque molto sentito”. “Per quanto riguarda le disposizioni date dall'ufficio speciale Aerca (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente – prosegue Morello -, i contenuti del decreto 24 settembre 2008, finalizzato a contrastare le emissioni delle cosiddette sostanze odorigene, sono rivolti ad attività ed impianti produttivi. I soggetti in questione sono tenuti ad allegare, alle varie richieste di autorizzazione in campo ambientale, un elaborato in cui si specifichino il tipo di sostanza odorigena rilasciata e le misure preventive adottate.

Ad esempio, per quanto riguarda i serbatoi di stoccaggio a tetto fisso, che liberano gas e vapori, se non dovesse essere possibile il convogliamento degli scarichi in impianti di abbattimento, si dovrebbero evitare, almeno, le operazioni di carico in concomitanza con le sfavorevoli condizioni meteorologiche. Occorre coprire, poi, le vasche di trattamento biologico e quelle di trattamento oli e convogliare l’aria in un impianto di depurazione”.

“Per quanto riguarda la situazione locale – conclude Morello - sinora si sono fatte avanti dieci aziende del petrolchimico, che, oltre a presentare l'elaborato, hanno elencato le proprie criticità, specificando anche gli interventi previsti.
In settembre, Provincia e Arpa eseguiranno i controlli, per verificare lo stato di attuazione delle misure annunciate”.
Tuttavia non è semplice costruire una rete dedicata al fenomeno, mentre sarebbe più facile attrezzare le reti esistenti con moduli capaci di rilevare e registrare le sostanze odorigene che vengono immesse in atmosfera.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sfiaccolamento raffineria Esso (gs)
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Emissioni di fumo viste da Melilli (gs)
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