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Anche Siremar verso lo stato d’insolvenza
L’amministratore unico, Giancarlo D’Andrea, potrebbe emettere un provvedimento con cui attirarla nella procedura di Tirrenia. La compagnia ha pochissima liquidità. Quasi certo lo sciopero di due giorni, la prossima settimana

Tags: Tirrenia, Siremar



ROMA - I segretari generali di Fit-Cisl Claudio Claudiani e Filt-Cgil Franco Nasso hanno inviato una nota congiunta alla presidenza del Consiglio per chiedere un incontro urgente sulla privatizzazione del Gruppo Tirrenia. Lo rende noto la Fit-Cisl, sottolineando come “i vertici sindacali siano impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia” e auspicando che palazzo Chigi “voglia intervenire già nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione” del gruppo di navigazione.

“Auspichiamo - sottolineano Claudiani e Nasso - che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra così un confronto decisivo per risolvere l’intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuità dei contratti e un futuro solido - ribadiscono - costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti”.

Sabato scorso si è svolta a Palermo l’assemblea dei marittimi di Tirrenia e Siremar che aderiscono alla Uiltrasporti in vista dello sciopero del 30 e 31 agosto, proclamato dal sindacato e condiviso da Orsa, Federmar e Cisal, mentre Filt-Cigl e Fit-Cisl non hanno aderito. Il fronte sindacale, di fatto, è spaccato.

Lo sciopero si farà, assicura Giuseppe Caronia, segretario generale della UilTrasporti, il quale ha affermato che “le rassicurazioni del ministro ai Trasporti Altero Matteoli non bastano, l’ipotesi spezzatino resta concreta”. “Solo se il governo formalizza un incontro e si mettono nero su bianco garanzie occupazionali e ammortizzatori sociali – ha continuato il segretario della Uiltrasporti - siamo pronti a revocare lo sciopero”. “Al governatore della Sicilia Raffaele Lombardo va il torto – ha concluso Caronia - di non aver assorbito Siremar gratuitamente come hanno fatto le altre Regioni, ma va riconosciuto il merito di aver annunciato ricorso per l’annullamento della gara con cui Mediterranea holding si era aggiudicata la gara”.
 
Su quest’ultimo argomento, il responsabile nazionale delle politiche del mare del Pd, Mario Tullo, ha chiesto al Governo di “riferire in Commissione, su come intenda procedere dopo il fallimento della gara che ha messo a nudo i limiti della cordata guidata dalla Regione Sicilia di assumere la gestione della Tirrenia, per garantire i servizi e la tutela dei lavoratori”.
La vicenda della Tirrenia, secondo Stefano Pedica, senatore dell’Idv, “ha la stessa regia di quella dell’Alitalia” ed entrambe “sono questioni che vanno affrontante e risolte a livello politico e non certo imprenditoriale”.

Si sa che la procedura d’insolvenza di Tirrenia rischia di aggravare la situazione di Siremar, l’azienda controllata dalla compagnia di navigazione, che gestisce i collegamenti dalla Sicilia. Le casse della società, infatti, sarebbero vuote e l’azienda non riuscirebbe a ottenere liquidità dalle banche mentre anche i fornitori starebbero chiudendo i rubinetti. La circostanza è emersa venerdì, durante un briefing societario alla presenza dell’amministratore unico di Siremar e commissario straordinario di Tirrenia, Giancarlo D’Andrea.

Alla Siremar, secondo fonti vicine all’azienda, vige una totale situazione di incertezza e di disagio. C’é chi sostiene che a breve la società non sarà più in grado di rifornire di carburante le navi e chi spera in una proroga della convenzione con lo Stato, in scadenza il 30 settembre ma in questo caso la palla è in mano a Bruxelles. Nei prossimi giorni è in programma un nuovo summit a Palermo del commissario di Tirrenia che comunque avrebbe assicurato, ancora una volta, la salvaguardia delle attività e dei posti di lavoro.

Ma la situazione di Siremar potrebbe indurre l’amministratore unico Giancarlo D’Andrea - che è anche amministratore straordinario di Tirrenia - ad emettere un provvedimento con il quale attirare Siremar nella procedura di Tirrenia, per la quale è già stato dichiarato lo stato di insolvenza. A meno che si riesca a trasferire Siremar alla Regione Siciliana come avvenuto per le altre controllate Toremar alla Toscana, Caremar alla Campania e Saremar alla Sardegna. Una soluzione fino rifiutata dalla Regione, che ha puntato a rilevare Tirrenia e Siremar assieme, guidando con il 37% una cordata di imprenditori, la cui offerta è però rifiutata dalla finanziaria di Stato Fintecna (che ha il 100% di Tirrenia) per la richiesta di uno slittamento.
Per il 2010, Siremar ha ricevuto dallo Stato circa 55 mln di euro, 20 milioni in meno rispetto al 2009, quando nelle casse della compagnia arrivarono 75 milioni.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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