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Gli italiani amano riciclare vetro, i siciliani preferiscono disperderlo
di Rosario Battiato

I dati di un’indagine dell’associazione degli industriali del settore: la Penisola sopra la media Ue. Nell’Isola la raccolta differenziata di bottiglie è 5 volte inferiore che in Lombardia

Tags: Rifiuti, Raccolta Differenziata, Vetro



PALERMO – Italia sugli scudi per il riciclo del vetro. Secondo Assovetro, l’associazione degli industriali aderente a Confindustria, gli europei preferiscono il vetro, materiale scelto dal 74% delle persone e utilizzato in più di 7 bottiglie su 10 di vino o birra. Nel 2009 la penisola è riuscita a battere la media europea riciclando il 66% contro il 65% degli altri stati membri. Il vetro rappresenta una risorsa di grande impatto sulle sorti sostenibili del pianeta: si ricicla al 100%, crea uno schermo protettivo contro i batteri, non altera il gusto e la freschezza.

Ormai, secondo Assovetro, più di una confezione su due contenente liquidi è costituita dal vetro. L’associazione ricorda inoltre che i tempi del ciclo sono rapidissimi: in meno di trenta giorni un contenitore può passare dalla campana del riciclo allo scaffale di un negozio. Non c’è solo convenienza in termini di riciclaggio ma anche sul fronte energetico la scelta appare vantaggiosa, infatti l’associazione attesta come la realizzazione del “nuovo” vetro, ottenuto da quello riciclato, richiede il 40% in meno di energia.
Un dato significativo rispetto al materiale ottenuto direttamente dalle materie prime: nel 2009 in Italia, grazie al riciclo degli imballaggi di vetro, sono stati risparmiati 1.971.351 barili di petrolio.

I risultati siciliani si presentano meno esaltanti. Intanto esiste un problema di strutture idonee per il raccoglimento, in quanto, secondo dati Istat, solo 30 famiglie siciliane su 100, contro una media nazionale pari a 59, considerano i contenitori per il vetro “facilmente raggiungibili”. Gli ultimi dati regionali pubblicati dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono stati resi noti nel 2010 e riportano i risultati ottenuti nel 2008. La situazione generale della differenziata isolana – come attestato dalle numerose cronache – si può definire largamente deficitaria (6% di differenziata e 88% dei rifiuti smaltiti in discarica) e anche la raccolta del vetro non fa differenza. Nel 2008 a fronte di 280.917 tonnellate di vetro raccolto tra le regioni del Meridione la Sicilia ha partecipato con appena 29.781 t, mentre la Campania ha fatto la parte del leone sfiorando il 50% del totale con 111.130 t. Peggio dell’Isola solo Calabria (21.052), Basilicata (6.046) e Molise (2.523). Altrove i risultati sono stati ben più consistenti. La Lombardia ha superato da sola l’intero mezzogiorno (350.136 tonnellate contro 280.917), ma anche altre regioni settentrionali hanno ottenuto ottimi risultati come il Piemonte (153.309 t), il Veneto (220.152 t.) e l’Emilia-Romagna (135.370 t).
 
Non migliora la situazione a livello urbano visto che nella graduatoria dei comuni con popolazione superiore a 150mila abitanti Palermo, Messina e Catania occupano tre delle ultime quattro caselle della classifica, battute in negativo solo da Cagliari. E anche in questo caso la raccolta del vetro riproduce esattamente il dato generale: Milano (64.421,7), Torino (21.004,6) e Roma (40.510,7) schiantano Palermo (2.478,3), Messina (568,3)  e Catania (2.065,1). Partire dai grandi centri urbani siciliani - nei piccoli centri si già lavora molto meglio -  appare una delle priorità per risolvere il problema rifiuti dell’Isola.
 

 
Il vetro pesa quasi il 17% di tutta la raccolta differenziata
 
PALERMO – In Sicilia la raccolta del vetro appare un punto importante da cui ripartire per far decollare la differenziata. Nell’Isola, infatti, il vetro costituisce il 16,70% della RD, un dato secondo solo alla raccolta di carta (31,34%). Restano infimi i dati generali con Piemonte (48,64%), Veneto (52,87%), Lombardia (46,18%) che surclassano la Sicilia, ferma ad appena il 6,73%.
La percentuale isolana non è solo di gran lunga inferiore alla media nazionale (30,60%), ma è anche la penultima nazionale distaccata di pochissimo dal Molise (6,49%). Secondo l’Ispra tale ritardo è una delle cause del costo elevato del servizio “dovuto all’effetto del mancato conseguimento di economie di scala nella gestione delle raccolte differenziate a causa della bassa percentuale di raccolta differenziata realizzata dai comuni del campione in esame”. Ripartire dai rifiuti quindi significa auspicare un rilancio in grande stile delle infrastrutture che consentano la riproduzione di economie di scala che abbattono i costi.

Articolo pubblicato il 25 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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