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La difesa degli immigrati anch’essa a spese nostre
di Giuseppe Lazzaro Danzuso

Nelle questure tanti professionisti si propongono ai clandestini. Ai legali 500 euro per ogni ricorso contro l’espulsione

Tags: Immigrati, Maurizio Attanasio



C’è un altro aspetto della legge sul patrocinio a spese dello Stato che va posto sotto la lente d’ingrandimento. Si tratta dell’estensione del beneficio anche ai clandestini extracomunitari.

Questi ultimi, quando vengono raggiunti da provvedimenti di espulsione da parte del prefetto della città in cui si trovano, si recano negli appositi uffici delle questure. Qui stazionano diversi avvocati che si offrono ai clandestini per ricorrere contro il provvedimento di espulsione, spiegando loro come avvalersi del patrocinio a spese dello Stato.

Per ogni ricorso, a quanto pare, il professionista percepisce un compenso di poco superiore ai cinquecento euro.
“Ci risulta - dichiara Maurizio Attanasio, responsabile dell’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere) della Cisl di Catania - da quanto ci viene raccontato dagli extracomunitari che si rivolgono ai nostri centri in tutta la Sicilia, che addirittura taluni avvocati avrebbero da una parte incassato i soldi del gratuito patrocinio e dall’altra chiesto un ‘rimborso spese’, a loro non dovuto e  in nero”.

“Il problema - aggiunge - è che molti clandestini provengono da Paesi in cui il livello di corruzione è tale che tutto viene comprato. E quindi certe richieste per loro sono quasi normali”.
“Ci stiamo preparando - conclude Attanasio - a raccogliere prove che ci consentano di denunciare questo fenomeno. Ma gli extracomunitari, se sono disponibili a raccontare certe vicende in camera caritatis, quando si tratta di dichiarazioni ufficiali si intimoriscono e tutto diventa difficile”.

Intanto, a Siracusa, un avvocato è sotto processo proprio perché accusato di aver ricevuto un doppio onorario: dallo Stato e dalla cliente extracomunitaria.(gld)

Articolo pubblicato il 25 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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