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Quotidiano di Sicilia

Lombardo quater la prossima settimana
di Raffaella Pessina

Il presidente sta ascoltando le forze politiche per formare il nuovo governo. Il finiano Scalia propone un rimpasto con l’apertura all’Udc

Tags: Ars, Raffaele Lombardo



PALERMO - Mancano poco meno di tre settimane alla ripresa dei lavori parlamentari a Palazzo dei Normanni, ma già le grandi manovre per il nuovo Governo regionale sono iniziate e dovrebbero concludersi in meno tempo di quanto si possa prevedere.
Intanto ieri il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha partecipato a Rimini alla tavola rotonda dal titolo “Federalismo e federalismo fiscale nell’Italia che cambia”, dove ha raccontato l’esperienza siciliana condotta fino ad ora.

Lombardo intanto non fa mistero delle intenzioni di formare il suo governo quater già la prossima settimana, senza attendere la soluzione dei guai politici a livello nazionale. “Daremo luogo a una formula che potrà ispirare anche Roma” ha dichiarato il Governatore. Il presidente vuole portare a termine la legislatura senza altri indugi e portando a conclusione le riforme del suo programma.
“Sarà un governo di coalizione - ha detto - non c’é dubbio. Se non ci fosse una coalizione di forze, di gruppi, non ci sarebbe nemmeno una maggioranza e quindi i numeri necessari per andare avanti”.

Si dice d’accordo, inoltre, sulla necessità di cambiare la legge elettorale per dare la possibilità ai cittadini di scegliere i propri politici.
Intanto, i rappresentanti dei partiti all’Ars non restano in silenzio sulla situazione di governo che si configurerà a breve. Il capogruppo dell’Udc, Rudi Maira, ha detto che il suo partito non  potrà dare alcuna valutazione alle affermazioni di Lombardo “fino a quando egli non dirà qual è la forma di governo a cui sta pensando e cosa intende fare per affrontare le tante emergenze siciliane”.

In casa Pdl Sicilia si discute di scissione tra gli ex appartenenti a FI e gli ex di Alleanza Nazionale, in seguito alla divisione fra il premier Berlusconi e il presidente della Camera Fini. Pippo Scalia, leader della corrente di Fini in Sicilia, spera di riuscire a mantenere buoni rapporti con il leader del Pdl Sicilia Gianfranco Miccichè, anche se diventerà inevitabile un distinguo, visto che difficilmente due capi riescono a convivere nello stesso gruppo. Scalia si dice contrario alla formazione di un nuovo Governo regionale, proponendo solo qualche cambiamento di poltrone con apertura assoluta a Saverio Romano e all’Udc siciliano.
Sulle continue divisioni del Pdl in Sicilia, Scalia le attribuisce al fatto che in Sicilia “il partito non si è mai costituito. Molte delle anime che hanno dato vita al Popolo delle libertà non sono state coinvolte nella fase iniziale e proprio da questo malcontento dei finiani e di Micciché è nato il Pdl Sicilia. Il Pdl nell’Isola non c’è, la classe dirigente non si capisce con quali criteri sia stata selezionata, non ci sono luoghi di elaborazione politica, non c’è radicamento nel territorio”.

Infine, al rientro dalle vacanze i deputati si ritroveranno pronto il Disegno di legge di Bilancio per l’anno 2011 e per il triennio 2011/2013 e in una circolare sono stati anticipati i contenuti di quel che dovrà essere il provvedimento che si colloca in un contesto dei conti pubblici regionali caratterizzato dagli effetti delle politiche di contenimento della spesa adottate nei pregressi esercizi, attestati dai risultati differenziali registrati con il rendiconto 2009.

L’andamento della gestione 2009 è stato positivamente influenzato dagli effetti discendenti dall’applicazione dell’articolo 4 della l.r. 6/2009 che, come è noto, ha operato il blocco della spesa per circa 700 milioni di euro, per non compromettere l’equilibrio finanziario della Regione.

Articolo pubblicato il 27 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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