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Quotidiano di Sicilia

Tirrenia alle prese con il countdown CE
di Rosario Battiato

Nella Conversione del decreto legge n. 103 del 6 luglio la vendita della compagnia è stata fissata entro il 30 settembre. Intanto UilTrasporti rimanda lo sciopero previsto lunedì e martedì: “Avrebbe causato molti disagi”

Tags: Tirrenia, Unione Europea, Fintecna, Moby, Vincenzo Onorato, Siremar, Altero Matteoli



PALERMO – Le scadenze sono sempre importanti, ma nell’affare Tirrenia diventano addirittura essenziali. L’Unione Europea ha fissato il 30 settembre come data ultima per concludere la privatizzazione della compagnia di Stato, ma la vicenda, come ricordano le cronache economico-finanziarie dell’ultimo mese, si è complicata dopo l’annullamento della gara – inizialmente vinta da Mediterranea holding spa capeggiata dalla Regione Siciliana (37% delle quote) - da parte di Fintecna. Dopo questo passaggio strategico si sono praticamente riaperti i giochi col rientro in campo di alcuni grandi armatori italiani – Vincenzo Onorato della Moby ha spiegato nei giorni scorsi di essere interessato all’acquisizione della sola Tirrenia senza le propaggini regionali – mentre la Regione ha minacciato il ricorso in Europa.

Ma la Commissione Europea, che nel luglio scorso attraverso una nota inviata a Palazzo Chigi aveva già espresso serie perplessità sull’inserimento della Regione siciliana nella trattativa di privatizzazione di Tirrenia, attende la conclusione della privatizzazione entro settembre, nonostante il ministro Altero Matteoli già nei giorni scorsi abbia messo le mani avanti per una dilazione della scadenza e il proseguimento dei contributi statali data la particolare situazione in cui versa la compagnia di Stato. Nel verbale dell’incontro di ieri al ministero con i sindacati che avevano proclamato lo sciopero del 30 e 31 agosto prossimo, differito, si legge anche che il commissario straordinario di Tirrenia e amministratore unico di Siremar, Giancarlo D’Andrea, ha attivato “l’utilizzo delle risorse destinate, da preesistente normativa, a differenti finalità, per far fronte alle esigenze di cassa necessarie alla gestione corrente”, e ha “presentato ai ministeri competenti istanza per la proroga delle convenzioni a scadenza 30 settembre prossimo”.

Tuttavia i tempi sono davvero tiranni e il timing imposto da Bruxelles spicca anche nella Conversione in legge del decreto legge del 6 luglio 2010, n. 103 (che dovrà essere convertito in legge entro il 4 settembre prossimo, ndr), recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo, ove si fa esplicitamente riferimento alla scadenza di settembre e ai contributi di Stato che potranno essere garantiti nei termini stabiliti dalla comunicazione della Commissione europea del 22 gennaio 2009, n. 2009/C16/01 (si tratta della Comunicazione della 7 Commissione europea in tema di aiuti di Stato compatibili con il mercato comune sulla base dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera b) del trattato dell’Unione).

Esistono quindi già due fattori a complicare la strada della Regione nell’affare Tirrenia – una situazione che sembra paradossalmente favorevole per la casse regionali dato lo stato di salute in cui versa la compagnia – oltre che una probabile rottura interna dopo le recenti dichiarazioni dell’ad di Mediterranea h. Tomasos nei confronti di Salvatore Lauro, armatore napoletano presidente della holding, considerato sodale di Lombardo all’interno della compagnia. Intanto, il fronte occupazionale continua a tenere banco. Dopo le dichiarazioni di Altero Matteoli per scongiurare lo sciopero voluto dalla Uil Trasporti nei caldissimi giorni del 30 e 31 agosto – da 15mila a 20mila passeggeri a rischio viaggio – pare che adesso la situazione stia venendo normalizzandosi. Il ministro ha evitato di emettere l’ordinanza di differimento dello sciopero e il sindacato ha risposto sensibilmente spostando la data di un eventuale sciopero dopo il 6 settembre, giorno dell’incontro col Governo. “Evidenzio che su questa ‘nostra decisionè – ha spiegato  Giuseppe Caronia, segretario generale Uil Trasporti Caronia - ha molto pesato anche la consapevolezza dei gravi disagi che il nostro sciopero, seppur legittimo, avrebbe causato a migliaia di cittadini ai quali chiediamo di sostenere la nostra lotta a difesa dei diritti fondamentali come il lavoro”.
 

 
Matteoli: “Non ci sarà spezzatino compagnia sarà venduta per intera”
 
ROMA - Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha confermato “la volontà di effettuare la cessione di complessi aziendali garantendo l’unicità dell’azienda e dei livelli occupazionale e contrattuali”. è quanto scritto nel verbale dell’incontro odierno al ministero con i sindacati che avevano proclamato lo sciopero del 30 e 31 agosto prossimo.
Nel verbale si legge anche che il commissario straordinario di Tirrenia e amministratore unico di Siremar, Giancarlo D’Andrea, ha attivato “l’utilizzo delle risorse destinate, da preesistente normativa, a differenti finalità, per far fronte alle esigenze di cassa necessarie alla gestione corrente”, e ha “presentato ai ministeri competenti istanza per la proroga delle convenzioni a scadenza 30 settembre prossimo”. D’Andrea, inoltre, ha presentato “istanza per attivare le previste garanzie assunte dallo Stato” con il decreto legge del luglio scorso secondo cui la Tirrenia potrà utilizzare nuovi finanziamenti esclusivamente per fronteggiare il momentaneo fabbisogno di liquidità derivante dalla gestione corrente della compagnia marittima e della controllata Siremar. La garanzia si è resa necessaria per assicurare quei finanziamenti che ordinariamente Tirrenia e Siremar riescono a reperire sul mercato ma che in questa fase di transizione, in attesa della privatizzazione, non sono più assicurati dalle banche. Il commissario straordinario ha anche avviato la definizione del programma per la cessione di complessi aziendali “sulla base di un piano di prosecuzione dell’esercizio d’impresa”. Si tratta di immobili e opere d’arte.

Articolo pubblicato il 27 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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