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Quotidiano di Sicilia

Metà Sicilia scarica senza depurare
di Rosario Battiato

Ambiente. Il ritardo storico del servizio fondamentale.
Il deferimento. Sono 178 i comuni italiani finiti nel mirino della Commissione europea perché da 10 anni violano la normativa comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane.
Maglia nera. La maggior parte dei comuni che non trattano le acque fognarie è siciliana: 74. Città come Palermo, Catania e Messina scaricano a mare gran parte del contenuto dei reflui senza averli depurati.

Tags: Depuratori, Arpa, Sergio Marino, Acque Reflue



PALERMO – Lo stato dei depuratori nell’Isola è in gravi condizioni. L’Europa pressa minacciando multe salatissime, intanto i nostri mari e i corpi idrici isolani subiscono gli scarichi cittadini senza depurazione. Risultato? Il mare siciliano è tra i più inquinati di quelli italiani, come certifica l’ultima campagna di Goletta Verde, e le possibili risoluzioni sono assai lontane.
La Regione sostiene di star valutando il problema attentamente, ma secondo l’Arpa Sicilia i tempi per attrezzare un impianto sufficiente sono lunghi e assai costosi. Inoltre, sull’intera questione pesa la presenza della grande industria che per anni ha inquinato le falde acquifere dei centri urbani. Solo un’azione di bonifica immediata potrebbe ridare dignità alla qualità dell’acqua di quei luoghi.
 
Le carenze degli impianti di depurazione siciliani sono ormai cronaca quotidiana. Appena qualche mese fa la Commissione Europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia europea per la violazione della normativa comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane, in base alla quale entro il 31 dicembre 2000 si sarebbero dovuti predisporre sistemi adeguati nei centri urbani con oltre 15.000 abitanti.

Sono 74 i comuni siciliani finiti nel mirino dell’Europa su 178 complessivi, e sono coinvolte non solo le principali realtà urbane come Palermo, Catania e Messina, ma anche altri centri che presentano gravissimi deficit alla rete fognaria o al funzionamento dei depuratori. Adesso al danno  potrebbe quindi seguire anche la beffa, in quanto l’assenza di impianti adeguati coinvolge negativamente lo stato di salute dei corpi idrici isolani, ma da Bruxelles sono pronti a far piovere una maxi multa milionaria.
Del resto, la situazione è svelata ormai da tempo. Il dato generale più evidente emerge facendo il confronto tra la capacità necessaria pari a 8,5 milioni di AE (abitanti equivalenti), la capacità degli impianti realizzati pari a 5,5 milioni di AE e la media annua della capacità utilizzata pari a 3,6 milioni di AE. La quota della capacità degli impianti sulla capacità necessaria è pari al 64,7%, mentre la quota della capacità utilizzata sulla capacità necessaria è pari al 42%.

“La Sicilia – ha spiegato Sergio Marino, direttore Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale) Sicilia - presenta un notevole deficit in materia di depurazione delle acque reflue. Molti dei depuratori previsti sono incompleti o da completare, e così le acque reflue che arrivano ai depuratori vengono sversate a mare o nei corpi idrici senza trattamento”. Qualche speranza sembra esserci, ma la strada è ancora lunga. “Negli ultimi anni la situazione è migliorata – ha proseguito Marino – vista anche la condizione generale della balneabilità del nostro mare, ma ci sono comprensori dove permangono condizioni di criticità come il golfo di Gela e il golfo di Palermo”.

A proposito dei tempi è difficile prevedere soluzioni a breve termine anche perché l’investimento deve essere davvero esorbitante. “La situazione necessita di investimenti consistenti dal punto di vista economico – ha concluso il direttore dell’Agenzia – e parliamo di diverse centinaia di milioni di euro, ed in ogni caso, anche se ci fossero le risorse immediate, bisognerebbe lavorarci diversi anni per risolvere il problema”.

Anche il rapporto Mare Mostrum 2010 di Legambiente assegna alla Sicilia la maglia nera d‘Italia in termini di depurazione, in quanto è “la Regione in cui si registra il deficit maggiore” pari 2,3 milioni di persone (il 54% del totale). Il mese scorso si è svolto un incontro a Roma dei tecnici della Regione col ministro Prestigiacomo proprio per scongiurare la temuta punizione europea, ma, anche se dalla Regione fanno sapere di aver preso in mano il problema, i risultati dovranno essere immediati.
Intanto l’ultima ricognizione nazionale di Goletta Verde 2010 ha “premiato” la Sicilia con la maglia nera. L’Isola si piazza sul podio della classifica del mare inquinato con 20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa, in compagnia di Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa) e Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa).

Articolo pubblicato il 27 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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