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Catania - Scintille tra Consiglio e Giunta. Una questione di competenze
di Antonio Borzì

Il provvedimento preso dall’amministrazione non è stato gradito dal presidente dell’assise. Pomo della discordia le decisioni del sindaco sui dipendenti dei gruppi consiliari

Tags: Consiglio Comunale, Stancanelli



CATANIA - Tensione alta a Palazzo degli Elefanti, il luogo principe della politica etnea, che non vive certo i classici momenti pacifici di qualche estate fa. Nelle stanze municipali, infatti, nonostante l’aria condizionata, il clima è molto caldo e la temperatura sale notevolmente. Oltre alle ben note vicende nazionali, che rischiano di avere ripercussioni anche nel quadro locale, a far storcere il naso a molti è stata la carta dei servizi approvata, poco prima delle vacanze estive, dalla Giunta del sindaco Raffaele Stancanelli. Un intervento mirato a regolarizzare il numero di dipendenti per ogni gruppo consiliare nel Comune di Catania, un atto per razionalizzare le forze in campo mettendo dei paletti ben precisi. Nello specifico, la nuova norma prevede l’assegnazione di due addetti ai gruppi composti da un numero di consiglieri non superiore alle quattro unità. Un’unità in più invece per quelli con un numero compreso fra i cinque e i sei consiglieri. Mentre di cinque addetti sarà il tetto massimo per i partiti che hanno più di sei consiglieri. Un tentativo di mettere fine a casi limite come quello dell’Udc che aveva per i tre consiglieri eletti un numero identico di addetti. A completare la lista di interventi in seno all’assise comunale, anche la regolamentazione delle commissioni che potranno contare su due impiegati ciascuno. Saranno infatti in totale 43 i dipendenti a disposizione del Consiglio comunale.

Un intervento che si potrebbe definire mirato e nel solco dei provvedimenti di Stancanelli per razionalizzare il personale comunale, ma nelle dinamiche di Palazzo conta anche altro. L’”intromissione” della Giunta in un atto di competenza del Consiglio comunale non è affatto piaciuta a Marco Consoli, il presidente dell’assise cittadina, che ha prontamente replicato all’intervento e fatto emergere un evidente scollamento fra Giunta e Consiglio comunale (anche perché Consoli ha appreso del provvedimento soltanto dagli organi di stampa). Un fatto che l’ha particolarmente infastidito.
A suscitare il disappunto della guida del Consiglio catanese è stata quest’assunzione di competenze che non apparterebbe alla Giunta. Infatti, come ha precisato lo stesso Consoli, “ la delibera viola l’indipendenza del Consiglio comunale sancita nel 2001 con l’istituzione della direzione consiliare. Un organo a cui spetterebbe l’organizzazione del personale che adesso, in base all’ultimo provvedimento, viene regolata dalla Giunta”.

Allo stesso tempo emerge la volontà di gettare acqua sul fuoco non alimentando possibili polemiche che, quasi sicuramente, non mancheranno nei successivi lavori comunali da svolgere in autunno. Infatti per Consoli il tutto  è stato una “svista” da parte di Stancanelli che sicuramente rimedierà a quanto fatto.  Ma nonostante abbia ammorbidito di molto i toni della vicenda Consoli è stato anche molto preciso in merito alle competenze  all’interno di Palazzo degli Elefanti.
“La questione – ha concluso - verrà affrontata dalla conferenza dei capigruppo quando sarà necessario affrontare il funzionamento dei gruppi consiliari”.

Insomma, a Catania, e anche a livello nazionale, se si guarda in modo smaliziato l’andazzo della politica, l’agire all’interno dei palazzi del potere si gioca anche in merito alle competenze. Un metro a volte fondamentale per stabilire il peso politico di  questo o quel contendente.

Articolo pubblicato il 31 agosto 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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