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Quotidiano di Sicilia

Recuperare il patrimonio edilizio esistente
di Raffaella Pessina

Forum con Rino La Mendola presidente Consulta regionale degli Ordini degli architetti

Tags: Rino La Mendola, Architettura, Formazione, Edilizia, Piano Casa



Come Consulta Regionale quali sono gli obiettivi che si prefigge?
“Stiamo proseguendo un percorso, iniziato già da tempo per alimentare i rapporti nel Mediterraneo, cercando di promuovere sempre più l'architettura quale linguaggio universale tra i popoli, in grado di superare quelle divergenze, politiche o religiose che spesso impediscono un proficuo confronto tra le popolazioni del Bacino del Mediterraneo, che è la vera culla del linguaggio architettonico mondiale” .

Vi sono assonanze tra la nostra architettura e quella del bacino del Mediterraneo?
“Assolutamente sì; basti pensare alle stradine, ai vicoli ed ai cortili di gran parte dei  nostri centri storici, che spesso richiamano gli spazi  della “casbah” o della “medina” dei paesi arabi.
La Consulta alimenta i rapporti nel Mediterraneo già da qualche anno. Nel 2007 , in occasione del IV Congresso della categoria tenutosi alle Ciminiere di Catania, abbiamo ospitato un’Assemblea dell’Umar (Associazione degli architetti del mediterraneo) e abbiamo lanciato il premio “abitare il  Mediterraneo”  sul tema della casa; nel 2008 abbiamo riproposto una seconda edizione del premio, puntando sul tema della Piazza: il confronto che ne è venuto fuori, in ambedue i casi, è stato esaltante e ci ha fatto comprendere  che,  per consolidare l’identità della Sicilia, è necessario  recuperare il  sul ruolo di cerniera culturale e commerciale nel Mediterraneo. In tal senso, con le nostre attività intendiamo stimolare la politica sull’esigenza di dotare la Sicilia meridionale di infrastrutture adeguate, come la chiusura dell’anello autostradale, un aeroporto e di porti adeguati, al fine di promuovere scambi commerciali che in atto ci sfuggono. Oggi, infatti, i mercantili provenienti dall’Est e diretti nei Paesi del Nord Europa, attraversano il canale di Suez, lambiscono la nostra costa meridionale, ignorandola, valicano lo stretto di Gibilterra e, girando al largo della penisola Iberica, raggiungono i Paesi del Nord, mortificando il ruolo della Sicilia quale potenziale porta dell’Europa sul Mediterraneo. Ma, tornando ai rapporti internazionali degli architetti, la Consulta a giugno ha partecipato alla fiera ”Project Lebanon 2010”, che si è tenuta a Beirut, in Libano, e che ha fatto registrare la partecipazione di 27 architetti siciliani, che hanno esposto i loro progetti realizzati in Sicilia. L’obiettivo dell’iniziativa, vista la crisi del nostro mercato dell’edilizia, è quello di offrire ai professionisti siciliani nuove vetrine internazionali e dunque nuove opportunità di inserimento nei mercati esteri in crescita, come quello libanese. Infatti, negli ultimi anni, in Libano il settore delle costruzioni ha registrato un vero e proprio "boom", per l'aumento della liquidità nella regione araba, per le riforme implementate dal governo locale e per le rimesse della diaspora libanese che nel solo 2009 hanno superato 7 miliardi di dollari. Proseguendo lungo questo percorso, la Consulta parteciperà ad ottobre alla mostra “Saudi Build 2010”, che si terrà in Arabia Saudita, a Riyadh”.

Cosa ne pensa dello sviluppo delle città?
“Oggi le nostre città soffrono soprattutto per il progressivo abbandono dei centri storici, che, da un lato, sono sempre più vuoti e degradati, non riuscendo più a svolgere il ruolo di  cuore pulsante delle stesse città e, dall’altro, sono caratterizzati dalla presenza di edifici a rischio di crolli, come quello avvenuto lo scorso 23 gennaio a Favara, quando due ragazzi hanno tragicamente perduto la vita. A nostro avviso, le principali cause di questo processo sono da attribuire a quella politica di gestione del territorio che, negli ultimi decenni, ha privilegiato un’espansione urbana spesso  sovradimensionata rispetto alle effettive esigenze della popolazione, determinando lo svuotamento dei centri storici e la necessità che i comuni  servano, con opere di urbanizzazione (acqua, fogne, illuminazione, servizi, ecc.), superfici sempre più ampie, mettendo alla gogna le casse comunali. In tal senso, auspichiamo che possa essere presto innescata un’inversione di tendenza di questa cultura, anteponendo il recupero del patrimonio edilizio esistente a nuovo consumo di suolo”.
 

 
Rispetto agli ordini provinciali, oltre ad osservare una norma deontologica, quali sono gli altri compiti che la Consulta esplica verso gli associati provinciali?
“La Consulta coordina gli Ordini provinciali e si interfaccia con la politica regionale, offrendo il proprio contributo quando questa legifera in materie di gestione del territorio. Ad esempio, in occasione del Piano Casa, abbiamo valutato la legge, evidenziandone luci ed ombre. In particolare, abbiamo trovato positiva la “rottamazione” del patrimonio edilizio degradato attraverso interventi di demolizione  e ricostruzione con incrementi della cubatura sino al 35% in ragione del rispetto delle regole della bioedilizia e del risparmio energetico. Abbiamo ritenuta positiva anche la possibilità per  i privati di ricavare parcheggi interrati nelle zone vincolate a verde, purché il terreno in superficie sia recuperato a verde attrezzato e ceduto al Comune. Positiva anche la destinazione degli oneri concessori ad opere di riqualificazione urbana e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente. Gli aspetti negativi, che siamo fiduciosi di recuperare attorno agli appositi tavoli tecnici, sono invece da relazionare alle difficoltà per gli ampliamenti strutturali, resi difficili dalla nuova normativa sismica e al mancato inserimento della delocalizzazione, che avrebbe offerto ai cittadini la possibilità di demolire e ricostruire altrove, con un premio di cubatura, la loro casa, già costruita con regolare concessione edilizia, ma ricadente su un versante che manifesta crescenti problematiche idrogeologiche. Infine, sarebbe stato il caso di introdurre il fascicolo fabbricato, quale strumento per monitorare  le condizioni di stabilità degli edifici e l’efficienza dei loro impianti tecnologici”.

Articolo pubblicato il 01 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Rino La Mendola presidente Consulta regionale degli Ordini degli architetti
Rino La Mendola presidente Consulta regionale degli Ordini degli architetti