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Federalismo, vera occasione per applicare lo Statuto siciliano
Incontro di economisti nell’ambito della nona edizione degli stage di formazione a Filaga. Per colmare il divario col Nord dove vi sono redditi e gettito fiscale più alti

Tags: Federalismo, Statuto Siciliano



PALERMO - “Se il Sud fosse una nazione, avrebbe nel proprio bilancio 50 miliardi di euro in meno del Nord”. È questo il quadro delineato dagli economisti che si sono incontrati a Filaga, frazione di Prizzi (PA), dove si sta svolgendo la nona edizione degli stage di Formazione Socio-Politica, promossi della Lup, la Libera università della politica.

Il divario, sostengono gli esperti, è legato al reddito più alto e al maggiore gettito fiscale del settentrione. “Ma uno degli obiettivi del federalismo fiscale è proprio ridurre questo divario” dice Gianfranco Viesti, economista e docente dell’Università di Bari. Per Viesti, questa cifra dovrebbe corrispondere ai trasferimenti “impliciti” assegnati dallo Stato alle regioni meridionali. “Ogni anno - spiega il docente - il saldo economico in favore del nord equivale a circa 80 miliardi, mentre al sud la spesa è superiore al gettito fiscale. In questo scenario l’intento del federalismo fiscale è quello di far si che la spesa sia un po’ maggiore nelle regioni del nord e un po’ minore in quelle del sud. Così si cercherebbe di ridurre il divario”.

Per Pierluigi Matta, presidente della Lup, “il federalismo è essenziale, anche per la Sicilia, ma lo Statuto siciliano non deve essere eliminato. Finora questo strumento non è stato applicato correttamente, anche perché la Sicilia si trovava in una posizione di isolamento nell’ambito del decentramento delle competenze. Adesso che si sono ‘rotti gli argini’ e il federalismo diventa realtà si è creato un contesto idoneo per fare in modo che lo Statuto diventi un vantaggio per la Sicilia”.
Ieri l’attenzione dello stage si è spostata sulla questione energetica nel meridione. Del solare e del fotovoltaico hanno parlato docenti universitari e amministratori, come il capo di gabinetto dell’assessorato all’Energia della Regione Sicilia, Gandolfo Gallina.

Oggi invece sarà la volta de “La questione dell’energia in Italia. Chi produce energia, come e dove vanno i proventi”. Introduce e coordina, Ettore Artioli, vicepresidente Svimez, lezioni di Carmine Bianchi, professore di Economia aziendale all’Università di Palermo, Gandolfo Gallina, capo di gabinetto dell’Assessore all’Energia della Regione Siciliana, Carla Monteleone, docente di Scienze Politiche all’Università di Palermo. Di pomeriggio è previsto uno spazio di discussione in collaborazione con Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo (Ainram).

Introduce e coordina Christian Guzzardi, segretario di Ainram Sicilia, interventi di don Franco Monterrubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco, presidente dell’Ainram e della Fondazione “Prima del Dopo Capodarco Onlus”, Letizia Bellabarba, responsabile della Progettazione Airam Marche, Salvatore Cacciola, coordinatore regionale della Rete delle fattorie sociali - Sicilia, William Capraro, presidente Ainram Puglia, Eudes Fabien Be, presidente dell’associazione dei bambini e dei giovani lavoratori della Costa d’Avorio, Kone Losseni, associazione dei bambini e dei giovani lavoratori della Costa d’Avorio, Damiano Morelli, assessore al Bilancio e alla cooperazione tra i popoli del Comune di Frascati, Giuseppe Provenzano, professore di Idraulica agraria, Università di Palermo, Ilaria Signoriello, presidente del Consiglio Comunale di Lanuvio, Gianni Tarquini, vicepresidente dell’Ainram Roma, Roberto Tesei, presidente Ainram Marche.

Articolo pubblicato il 02 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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