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Quotidiano di Sicilia

Parchi progetto contro la desertificazione
di Massimo Mobilia

Il dipartimento regionale Ambiente ha pubblicato un bando in attuazione della linea d’intervento del Po Fesr 2007/2013. Risorse per 7 milioni di euro. I Comuni siciliani ad alto rischio sono invitati a presentare le proposte

Tags: Po Fesr 2007/2013, Ambiente, Sergio Gelardi, Desertificazione



PALERMO – Per prevenire il rischio desertificazione in Sicilia e in attuazione della linea d’intervento 2.3.1.4 del Po Fesr 2007/2013, l’assessorato regionale del Territorio e Ambiente ha pubblicato un avviso volto all’acquisizione di proposte progettuali per la costituzione di parchi progetto da parte dei Comuni beneficiari.

Il decreto del 4 agosto scorso, firmato dal dirigente del dipartimento Ambiente, Sergio Gelardi, è stato pubblicato sulla Gurs n. 38 del 27 agosto, dopo averne concordato i contenuti con il partenariato economico e sociale. Per realizzare gli scopi del bando, è stata messa in campo una dotazione finanziaria di 7 milioni di euro, pari al 100% degli interventi previsti, fino ad un massimo di 2 milioni di euro a progetto, comprensivo di tutti gli oneri.

Beneficiari dell’avviso possono essere i Comuni siciliani che registrano una percentuale di area a rischio desertificazione “Elevato”, uguale o superiore al 25% del loro territorio, secondo quanto stabilito dalla “Carta della vulnerabilità al rischio desertificazione”. Il Comune interessato dovrà presentare una “Scheda di proposta progettuale” che verrà valutata dal dipartimento regionale il quale, successivamente inviterà gli Enti selezionati a presentare i progetti definitivi, tenendo conto che ciascun partecipante potrà presentare una sola proposta progettuale.

Diversi i requisiti di ammissibilità previsti. Innanzitutto, il Comune dev’essere effettivamente titolare delle aree interessate dall’intervento; il progetto deve poi essere in linea con la direttiva Quadro sulle Acque (dir. CE 2000/60), con la normativa di settore, con le priorità individuate dagli strumenti di pianificazione vigenti nel settore e con la demarcazione Fesr/Feasr. Il progetto deve ovviamente essere completo anche di tutte le autorizzazioni e i pareri del caso.

Per quanto riguarda, invece, i criteri di selezione su cui saranno valutati i progetti, si punta soprattutto sulla “qualità tecnica” della proposta. In particolare, essa deve contenere: a) uno specifico piano di manutenzione volto alla conservazione dell’efficienza nel tempo delle opere realizzate; b) la predisposizione di un idoneo piano di monitoraggio, della durata non inferiore ai 3 anni, per ottenere informazioni utili alla valutazione dell’efficacia dell’intervento proposto e verificare la reale superficie sottratta al rischio di desertificazione; c) le indagini ambientali approfondite dell’area oggetto di intervento.

Inoltre, verrà posta particolare attenzione al contenuto innovativo del progetto e all’eventuale uso di tecnologie avanzate nella realizzazione/gestione delle opere. Gli interventi dovranno integrarsi, inoltre, con le azioni previste dal Psr Sicilia 2007-2013 per il settore forestale e si valuterà anche il rapporto costo/abitante interessato e se l’opera è prevista nei Piani triennali di previsione e mitigazione (l.r. n. 14/06). 

I progetti presentati devono anche rispettare i criteri per la Valutazione ambientale strategica (Vas) e pertanto devono prevedere, ove necessario, l’adozione di provvedimenti di stabilizzazione e copertura vegetale delle scarpate e di regimazione delle acque per prevenire fenomeni erosivi, utilizzando le tecniche di ingegneria naturalistica.
 


Tra le aree a rischio “Elevato” 3 differenti ambiti d’intervento
 
PALERMO – Il bando per la presentazione di parchi progetto contro il fenomeno della desertificazione si rivolge, come detto, ai Comuni siciliani inseriti nella categoria ad “Elevato” rischio (estensione minima di 2 Ha). La stessa categoria è stata poi suddivisa in tre ambiti distinti.
Ambito 1: Aree a rischio, con vegetazione autoctona degradata, arbustiva (macchia) e erbacea (prateria). Per esse occorre specificare le cause scatenanti il degrado e sono ammessi interventi di “ricostituzione naturalistica”, secondo i criteri della selvicoltura naturalistica, mentre vengono esclusi quelli a carico dei popolamenti forestali. La rinaturalizzazione dovrà comportare l’aumento della resistenza e della resilienza degli ecosistemi. Per quest’ambito sono stati stanziati 5 milioni di euro. Ambito 2: Aree a rischio con evidente erosione superficiale di tipo laminare. Ambito 3: Aree a rischio con evidente e intensa erosione superficiale, di tipo a rivoli, e lineare, per fossi effimeri. Per questi due ultimi ambiti, sono previsti: interventi antierosivi, di regimazione superficiale delle acque, l’interruzione della continuità dei percorsi e di protezione del suolo. Questi due ambiti potranno servirsi, insieme, di una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro.
 

Articolo pubblicato il 07 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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