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Certificati di malattia on line, Sicilia arranca
di Lucia Russo

In Emilia, Friuli, Lombardia e Toscana, i medici sono già da tempo in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi. Come in Puglia, la percentuale di medici di famiglia dotati di Pin è ancora inferiore al 30%

Tags: Sanità, Certificato Medico



PALERMO - Mentre in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana, i medici sono già in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (Cns) per l’accesso al sistema di trasmissione telematica dei certificati, nel resto del Paese, Sicilia inclusa, nel mese di agosto è proseguita serrata la distribuzione ai medici delle credenziali di accesso (Pin).

Attraverso il nuovo sistema di trasmissione telematica, dal 19 luglio, il certificato di malattia dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, deve essere inviato direttamente all’Inps.
Mentre in regioni come Marche, Valle D’Aosta e Province autonome di Trento e di Bolzano le percentuali di medici di famiglia abilitati sono superiore al 90%, in Sicilia, come in Puglia, la percentuale di medici di famiglia dotati di credenziali di accesso è ancora inferiore al 30% (sul sito www.innovazionepa.gov.it sono riportati i dati di dettaglio rilevati per singola azienda sanitaria o ospedaliera).

A partire dallo scorso 9 agosto la tematica è stata oggetto di un attento monitoraggio da parte del Formez che, su incarico del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha verificato quanto realizzato dalle Aziende sanitarie locali (Asl-Asp in Sicilia) e Aziende Ospedaliere (Ao) di tutte le regioni e province autonome del territorio nazionale, con l’esclusione delle aziende dell’Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana, già in linea come detto sopra.
Nonostante la rilevazione si sia svolta in pieno periodo estivo, al 31 agosto sono state contattate, su un totale di 168, ben 166 aziende sanitarie, delle quali, il 68% ha risposto in modo esaustivo all’intervista, mentre il 32% ha comunque fornito dati parziali in via di completamento.

La rilevazione evidenzia come i ritardi nella distribuzione dei Pin manifestati in fase di avvio siano da ricondurre soprattutto a problemi organizzativi-burocratici interni alle aziende, quali quelli di natura tecnico-informatica, oppure di chiare direttive da parte degli uffici  competenti. Solo nel 5% dei casi le cause del ritardo vanno invece riferite a fattori di tipo esterno riferibili alla mancata ricezione delle azione dei Pin.

Dalle interviste emerge anche che, quasi ovunque, le Aziende sanitarie e quelle ospedaliere hanno iniziato l’azione di distribuzione intervenendo innanzitutto sui medici di famiglia, che di fatto sono quelli che più operano sul fronte della certificazione per malattia. L’indagine evidenzia inoltre come nel mese di agosto il processo di distribuzione delle credenziali di accesso abbia subìto una forte accelerazione, consentendo un recupero generalizzato rispetto ai ritardi manifestati nella fase iniziale.

Secondo i dati rilevati dal Formez e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il numero di medici di famiglia oggi dotati di credenziali di accesso al sistema è infatti passato dal 32% di fine luglio a oltre il 70%. Significativo è stato anche l’avanzamento registrato per i medici ospedalieri, di cui circa il 25% risulta attualmente dotato di Pin di accesso al sistema.

L’accelerazione verificatasi nel mese di agosto trova anche riscontro nel rapido incremento del numero di certificati di malattia trasmessi in modalità telematica nel mese di agosto, passati da 150.000 a oltre 260.000 con un aumento di circa il 70%.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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