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Tutti d’accordo, “Abolire una struttura senza senso”
di Michele Giuliano

I sindacati non giudicano positivamente la società “parcheggio”. “Disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati”



Palermo - La Resais? Un contenitore vuoto e tra l’altro ingiusto nel mondo del lavoro siciliano. I sindacati tornano alla carica e giudicano negativamente questa società. In particolare la Cgil che non vede di buon occhio già da tempo questo apparato: “è un struttura che si deve chiudere – commenta senza mezzi termini Gianni La Greca, responsabile in Sicilia per il coordinamento della Resais – perché è nel suo concetto ingiusta. Di fatto si fanno delle disparità di trattamento tra i lavoratori. Perché un lavoratore collegato a società della Regione deve essere tutelato con un’assunzione e quello invece che lavora presso privati si deve arrangiare? Esistono gli ammortizzatori sociali e tutti gli istituti previsti per legge”. Anche l’europarlamentare Francesco Musotto si è espresso per una politica che superi l’idea dell’assistenzialismo fine a sé stesso, ritenendo anche gli ammortizzatori sociali un problema nel sistema lavoro siciliano.

Una posizione dunque che si differenzia da quella assunta dalla Cgil: “Esistono dalle nostre parti, – commenta - enormi potenzialità in termini di professionalità che sono state diseducate con le Resais, le casse integrazione, i cosiddetti ammortizzatori sociali, il cui unico risultato è stato quello di disperdere risorse pubbliche e fare scomparire grandissime capacità lavorative. La nostra società non può sopportare oltre queste nicchie di assistenzialismo, semplicemente perché non le tollera più il mercato. Basta con i vecchi piagnistei e vittimismi. E i politici sappiano che i consensi oggi si guadagnano e si ottengono solo se si è capaci di mandare messaggi chiari e mantenere le cose che si promettono”.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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