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Focus su spesa pubblica e gestione dei fondi Ue
di Raffaella Pessina

Forum con Saverio Capolupo, Comandante Interregionale Italia Sud-Occ. della GdF

Tags: Saverio Capolupo, Guardi Di Finanza



Da quanto tempo ricopre la carica di Comandante del Comando Interregionale Italia Sud-Occidentale della Guardia di Finanza? Era mai stato in Sicilia?
“Sono qui dal 20 Luglio 2010, in Sicilia ero venuto solo da turista, mentre ero già stato in Calabria e sono stato assegnato in precedenza a Genova, Milano, Firenze, Napoli e per ultima prima di giungere a Palermo, la sede di Roma”.

Facendo una specie di radiografia della situazione siciliana, sotto il profilo dell’organizzazione e del lavoro, quale è lo stato attuale?
“Sostanzialmente siamo strutturati in modo analogo ai Carabinieri e alle altre forze di polizia. Siamo strutturati su base interregionale, regionale e provinciale. Le dirò che il punto centrale, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, è il Comando provinciale. Il comandante provinciale rappresenta in pratica la Guardia di Finanza sul territorio. La riforma ha fatto in modo che tutti i corpi (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) venissero ristrutturati con una forma analoga e questo ha portato il vantaggio che possiamo operare sullo stesso livello. Nella nostra struttura la provincia di solito è retta o da un colonnello o da un generale".

A seconda dell’importanza della provincia?
“Normalmente i capoluoghi di regione sono retti da un generale di brigata. Poi abbiamo una seconda fascia, che costituisce la maggioranza e che cambia solo sotto il punto di vista economico. Io sono responsabile di due regioni: Sicilia e Calabria. Questo comunque per quanto riguarda la struttura di base. Ogni provincia poi ha un nucleo di Polizia tributaria. E dalla riforma del 2001 questi nuclei operano esclusivamente nella provincia. A scendere, esistono delle articolazioni di livello inferiore, che sono le Compagnie, una o più per ogni provincia, che sono strutture operative che hanno una competenza specifica e settoriale.
“Faccio qualche esempio: vi sono nuclei che si occupano solo di frodi comunitarie oppure di verifiche a complessi di medio livello, oppure ancora di stupefacenti. A monte, da Roma esistono dei reparti speciali, in modo particolare il  Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) che, per le competenze funzionali sulle regioni coopera in collaborazione con le nostre strutture territoriali, nello specifico con il Gico (Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata).
“Poi abbiamo un nucleo di Polizia tributaria, ma in realtà non è soltanto di Polizia tributaria, perché dal 2001 per così dire, abbiamo cambiato vestito, nel senso che prima ci occupavamo soltanto di entrate, adesso ci occupiamo pariteticamente di entrate e di uscite. Per cui la denominazione di Polizia tributaria, che risale agli inizi del secolo scorso non corrisponde più alla realtà. Tanto per darle un riferimento, la collaborazione con la Corte dei Conti in materia di danni erariali, è un punto importantissimo in questo momento, al pari della verifica fiscale. Infatti l’obiettivo, a tutt’oggi, è quello di impedire le uscite, poi mi occupo delle entrate.
“Insomma questa riforma del 2001 ci ha portato ad occuparci anche delle consulenze che vengono fatte presso le Regioni, della spesa sanitaria e di tutto quel mondo che gira intorno alla spesa pubblica, e in via prioritaria le spese comunitarie. Noi siamo, a livello europeo, il Paese che accerta il maggior numero di frodi comunitarie. Anche se questo poi si traduce negativamente perché lo Stato deve rimborsare all’Unione Europea le somme dei danni subiti per effetto delle frodi. Questo è l’aspetto che proprio al Sud assume una valenza più particolare perché ci troviamo nel cosiddetto ‘Obiettivo 1’, con una maggiore quota di fondi”.

Come sono i rapporti con Carabinieri e Polizia?
“Oggi si lavora in totale armonia. Un tempo non era così, negli anni passati non esisteva questo tipo di collaborazione. Invece, devo dire che soprattutto al Sud ho trovato la migliore armonia, un fatto che ci permette di conseguire maggiori risultati”.
 

 
Tracciabilità finanziaria per seguire il denaro. Ottimi rapporti con i cittadini e le Istituzioni
 
Quali sono i nuovi strumenti per combattere il crimine fiscale?
“Il 7 settembre di quest’anno è entrata in vigore la nuova legge, approvata dal Parlamento nazionale sulla tracciabilità finanziaria, che obbliga ad operare solo attraverso bonifici o conti postali. Questo ci permette di ricostruire i movimenti di denaro e di accertare la verità.
“Inoltre oggi, a differenza del passato, le indagini abbracciano tutti i settori del soggetto preso in considerazione, anche perché si è verificata un’evoluzione delle tecniche evasive ed elusive. Per questo anche noi ci siamo dovuti adeguare, attraverso veri e propri corsi di formazione: almeno un terzo dei nostri ufficiali passano per la Scuola di Polizia tributaria. Abbiamo anche un Centro lingue estere, perché è necessario acquisire almeno una lingua straniera se non due”.

Una volta non si sapeva cosa faceva esattamente la Guardia di Finanza. Oggi è ancora così?
“Assolutamente no. Il messaggio che deve passare nei confronti dei cittadini è e dev’essere che la Guardia di Finanza si pone a tutela dell’economia del paese ed è dalla parte degli imprenditori onesti. Abbiamo ottimi rapporti con tutti gli Ordini professionali ed abbiamo stipulato dei protocolli con le Istituzioni pubbliche. I risultati si sono già visti con la riduzione dell’evasione fiscale. Non credo che a parlare debbano essere i numeri, ma l’effetto educativo che emerge da una attività investigativa a 360 gradi. Infine, non c’è una nostra attività che non si traduca in un recupero fiscale, anche attraverso la tassabilità dei proventi illeciti”.

Articolo pubblicato il 11 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Saverio Capolupo, Comandante Interregionale Italia Sud-Occ. della GdF
Saverio Capolupo, Comandante Interregionale Italia Sud-Occ. della GdF



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