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Palermo - Sono lenti, sporchi e insicuri, i bus esasperano i cittadini
di Luca Insalaco

Inchiesta di Altroconsumo. La chimera della puntualità e i continui raid vandalici sui mezzi. Ritardi e disservizi, a Palermo il sistema di trasporti più scadente d’Italia

Tags: Palermo, Trasporti, Amat



PALERMO - “Ho aspettato un’ora e trentacinque minuti che arrivasse l’autobus: è una vergogna!”, si lamenta una signora ad una fermata Amat di via Roma. Il ritornello degli utenti è sempre lo stesso. Se le linee che percorrono il centro sono frequenti (si vedano i vari 101), i bus che collegano il centro con le periferie, o anche solo quelli che oltrepassano i confini del centro storico, scarseggiano.
 
Le lamentele sono la più naturale e immediata conseguenza, come gli strali lanciati all’indirizzo dell’amministrazione comunale. L’insoddisfazione dei palermitani nei confronti del trasporto pubblico è emerso in modo prepotente nell’inchiesta condotta da Altroconsumo, che ha analizzato il servizio nelle più importanti città-capoluogo del nostro Paese. Ebbene, Palermo si è rilevata la città con il sistema di trasporto più scadente, secondo gli utenti, ma anche quella con le tariffe oggettivamente più care, con un ticket da 1,30 cent/ora e l’abbonamento mensile da 48 euro. Insomma, il rapporto qualità-prezzo è pessimo. I mezzi dell’Amat vengono avvertiti come i più sporchi (84%) ed i più rumorosi (51%).
 
A bordo degli autobus, inoltre, i viaggiatori si sentono poco sicuri: il 77% teme di essere derubato e aggredito. Un timore, quello delle aggressioni, che coinvolge anche gli autisti, bersaglio costante negli ultimi mesi di raid e atti di violenza da parte di balordi. Non va meglio, come detto, sul fronte della puntualità: oltre la metà dei mezzi accumula almeno dieci minuti di ritardo sulle tabelle di marcia. Ai ritardi - va detto - contribuisce anche l’indisciplina degli automobilisti. Non è raro assistere ad autobus la cui corsa si ferma dinanzi ad auto parcheggiate in doppia e tripla fila. Sul 122, solo per fare un esempio, è usuale uno stop in via Mariano Stabile.
 
I conducenti non ci fanno quasi più caso: suonano il clacson con insistenza fino a che il proprietario dell’automobile, solitamente impegnato a fare acquisti, non esce a spostare l’automobile. Qualche mese fa l’azienda ed il comando della Polizia municipale hanno annunciato un’azione sinergica per combattere il fenomeno: gli autisti avrebbero potuto annotare e segnalare le targhe delle vetture che intralciano il percorso dei mezzi. L’esperimento, tuttavia, non è mai decollato. Tornando all’inchiesta, alla luce dei vari elementi analizzati, il tasso di soddisfazione dei cittadini nei confronti del servizio è appena del 29%.
 


La replica. La Regione responsabile del rincaro
 
PALERMO - Amat, dal canto suo, addita la Regione come responsabile del rincaro del biglietto.  All’aumento disposto dall’amministrazione regionale, tuttavia, non è corrisposta la copertura da parte del Comune, in ristrettezze economiche. Da qui l’aumento del biglietto a 1,30 cent/ora. Da via Roccazzo ammettono che la vetustà dei mezzi possa creare problemi al’utenza, ma confida nell’arrivo di nuovi mezzi. Con i 20 mln di euro di fondi Fas attesi, si prevede l’acquisto di un centinaio di mezzi di varie dimensioni. Per quanto riguarda i ritardi, poi, dall’azienda ribadiscono l’importanza delle corsie preferenziali, grazie alle quali è possibile recuperare il 50% delle corse. Insomma, dicono dall’azienda, “facciamo quello che possiamo e ci atteniamo a quanto previsto nel contratto di servizio con il Comune”. Dal 16 settembre, con il ripristino l’orario invernale, il numero delle vetture circolanti salirà a 310.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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