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Nel 2009 solo 9 approvazioni, il picco tra 2002 e 2003
di Rosario Battiato

La conseguenza dei vuoti dell’attuale impianto legislativo regionale. Inevitabile le inadeguatezze, fino alle materie ambientali

Tags: Prg, Urbanistica



PALERMO – L’evoluzione dell’approvazione dei Piani regolatori generali dell’ultimo decennio in Sicilia segue pedissequamente l’andamento della normativa nazionale e comunitaria, salvo soffrire degli inevitabili vuoti di riferimento legislativo regionale. “Si evidenzia – si legge nel documento La pianificazione nei comuni realizzato dal Dipartimento Urbanistica dell’assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana a cura di Giuseppe Treppiede e Antonella Aluia - un costante livello di emissione di provvedimenti di approvazione con l’eccezione degli anni 2002 e 2003, in cui il maggior risultato è attribuibile ad alcune varianti, tra le quali anche la riorganizzazione delle strutture del DRU della subentrata L.R.10/2000 (legge regionale del 15 maggio 2000, n.10), mentre, è interpretabile nel subentrare di norme discendenti da direttive comunitarie in materia ambientale, per le quali il contesto regionale in materia urbanistica non risulta adeguato, il costante calo negli anni 2008-2009”.

Non trovando adeguata corrispondenza in una legge quadro siciliana la definizione della pianificazione urbanistica locale ha pertanto subito gli stimoli esterni trovando allo stesso tempo un decisivo limite nell’applicazione di norme che non sono ancora state recepite da una pianificazione di sistema che in Sicilia risale a tre decenni fa.
Tra il 2002 e il 2003 si sono verificati i picchi di approvazione pari rispettivamente a 34 e 32 mentre nel 2009 si è registrato il record negativo di 9 approvazioni. Il resto degli anni è rimasto contenuto tra il massimo di 23 del 2005 e il minimo di 11 del 2004, mantenendo una media sostanzialmente vicina alle 14 approvazioni annuali.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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