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La Corte dei conti blocchi le stabilizzazioni
di Carlo Alberto Tregua

Regione all’asciutto ma assume

Tags: Corte Dei Conti, Regione Siciliana, Spesa, Stabilizzazioni



Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato che è in preparazione un Piano, per stimolare fortemente l’economia e accrescere i posti di lavoro, di ben 100 miliardi di dollari in dieci anni, destinati a spingere le imprese all’innovazione e a creare valore. Lo stesso presidente, nello stesso momento, ha annunciato l’istituzione di un altro Piano per le infrastrutture di ben 50 miliardi di dollari da spendere in cinque anni.
Obama ha imboccato la via keynesiana dell’indebitamento e del taglio della spesa corrente per ottenere risorse da destinare ad attività produttive e a infrastrutture. è esattamente quello che non fanno il Governo Berlusconi e il Governo Lombardo.
Quasi un decennio fa il Cavaliere fece approvare la Legge obiettivo (443/2001) con cui aveva annunciato urbi et orbi 80 opere di interesse nazionale che dovevano essere completate entro pochi anni. Di esse vi sono pallide tracce. Mentre ciò accadeva, la spesa corrente è aumentata senza limiti: una vergogna nazionale.

Il Governo Lombardo, che ha messo al primo punto del suo programma lo sviluppo della Sicilia, in questi primi due anni non ha fatto nulla per tenere fede a quest’impegno. Non c’è un Piano di opere pubbliche regionale, non ci sono i parchi progetto dei 390 Comuni, non è stato contenuto il crollo degli appalti pubblici, con ciò danneggiando fortemente anche l’economia esistente. Non si sono spesi i fondi Ue.
A discolpa del Governo regionale si può dire che aveva trovato una macchina amministrativa disastrata. Ma oltre alla razionalizzazione bisogna procedere ad attivare meccanismi di crescita. La scusa che non vi siano soldi è banale, perché la colpa grave di questo Governo è non avere indotto la sua amministrazione a spendere i soldi europei, che ci sono, e a costringere il Governo centrale a trasferire i fondi che per viltà politica vengono trattenuti da Tremonti.
Il Governo regionale avrebbe dovuto anche redigere un bilancio 2010 con un forte taglio alla spesa corrente e in primis agli inutili stipendi pagati a inutili dipendenti. È del tutto evidente che di colpo non si possono tagliare i viveri a chi vive d’indennità, ma questo non è sviluppo.
 
Il Governo Lombardo ha creato un ulteriore danneggiamento all’econonomia siciliana, oltre a quello già indicato di aver fatto crollare gli appalti: assumere (pardon, stabilizzare) personale di cui non ha bisogno. Non ci sono più risorse finanziarie per la spesa corrente, ed è per questa ragione che la Corte dei Conti, sulla scia di quanto ha fatto il Commissario dello Stato (Michele Lepri Gallerano) deve intervenire con provvedimenti atti a bloccare la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, perché la Regione non può assumersi questi ulteriori oneri. Daremo notizie di possibili iniziative della Corte dei Conti in questa direzione.
È ora di smetterla con questi comportamenti irresponsabili che vogliono accontentare i raccomandati, vessando fortemente tutti gli altri siciliani che non sono stati messi in condizione di entrare nella Pubblica amministrazione, perché non raccomandati.

Certa stampa male informata ha sbandierato, a favore della legittimità della stabilizzazione, la decisione  del Consiglio di Stato n. 04495/2010 con la quale vi sarebbe stato dato via libera. Noi abbiamo letto tale sentenza, la quale non solo non da via libera, ma, citando precedenti proprie sentenze (n. 24/04 e n. 141/99) precisa che una deroga alla  regola del concorso pubblico, di cui all’art 97, comma 3, Costituzione, può essere considerata legittima nei limiti in cui la valorizzazione della pregressa esperienza professionale, acquisita dagli interessati tramite forme contrattuali non a tempo indeterminato, NON si traduca in norme di privilegio in danno degli altri aspiranti...
Dunque, il Consiglio di Stato, con tre sentenze, ha affermato un pari diritto degli aspiranti (cioè coloro che non sono dentro la Pubblica amministrazione) rispetto a quelli che vi sono dentro.
Per quanto precede, invitiamo tutti i siciliani che non si trovano dentro le Pa (regionale e comunali) a fare domanda, come legittimi aspiranti, per essere assunti dalle stesse, sulla base di curricula che devono affrettarsi a inviare alle Pec delle amministrazioni.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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