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Corsa alla stabilizzazione domande entro il 20
di Dario Raffaele

Si aprono le porte dell’amministrazione regionale per 5.000 precari. Costeranno alla Regione 314 milioni di euro l’anno

Tags: Lavoro, Pa, Precari



La corsa (ad ostacoli) alle stabilizzazioni, da qualche anno a questa parte è diventata la disciplina preferita di molti politici che, attraverso queste, vogliono garantirsi una riserva di voti e consensi. La legge finanziaria nazionale per l’anno 2007 aveva previsto la possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di procedere alla stabilizzazione di personale, utilizzato con contratti di natura temporanea, ma con riferimento ad esigenze durature dell’amministrazione.
 
La stabilizzazione, in quel caso, riguardava il solo personale non dirigenziale, che avesse maturato il requisito di tre anni di servizio complessivi. In particolare all’articolo 1, comma 519, della legge n. 296/06 (Finanziaria 2007), si precisava che l’amministrazione che avesse proceduto alla stabilizzazione avrebbe potuto fare utilmente riferimento alle procedure selettive svolte presso altre amministrazioni solo se riferibili alla qualifica per la quale si fosse stipulato il contratto a tempo indeterminato, diversamente, sarebbe stato necessario procedere ad una nuova selezione, come nel caso di chi fosse stato assunto con procedure diverse. Oggi, come spesso ricordiamo in prima pagina, sono più di 80.000 i precari della pubblica amministrazione: 6.000 alla Regione, 22.500 agli Enti locali, oltre 10.000 tra Lsu e Asu. A questi devono aggiungersi i 28.000 forestali, i 10.000 della Formazione professionale, i quasi 2.000 degli sportelli multifunzionali, quelli dei consorzi di bonifica. Ce ne dimentichiamo sicuramente qualcuno.

Per alcuni di loro ora si aprono le porte della stabilizzazione. Scade infatti il 20 settembre il termine entro il quale i precari storici che operano nella Pa regionale da almeno 3 anni, possono regolarizzare la loro posizione in base al decreto regionale che il 21 agosto scorso ha sancito la loro stabilizzazione. In tutto sono circa 5.000 che costeranno alla Regione 314 milioni di euro l’anno per 10 anni.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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