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Il 34% dei certificati verdi emessi riguarda impianti già esistenti
di Rosario Battiato

Uno sguardo ai dati 2009 del Gestore dei servizi energetici, in 10 anni valutate 5.000 richieste. L’unico settore in cui l’Isola spadroneggia è l’eolico, timidi segnali dal solare

Tags: Energia, Certificati Verdi



ROMA - Il GSE (Gestore dei servizi energetici) delinea la situazione della produzione elettrica nel Paese attraverso il Rapporto sulle attività svolte nel 2009. Il documento offre un’ampia panoramica di quelli che sono i meccanismi incentivanti per le fonti rinnovabili. “Nel corso del 2009 - si legge sul rapporto - sono pervenute al GSE 913 domande di riconoscimento della qualifica di “Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili” (IAFR). In totale, a dieci anni dall’avvio del meccanismo dei certificati verdi, sono state valutate quasi 5.000 richieste. Le qualifiche IAFR rilasciate a fine 2009 sono 3.222, di cui 2.202 per richieste di qualifica di impianti in esercizio e 1.020 per impianti a progetto”.

Tra gli impianti in esercizio si ripropone una certa predominanza eolica. “Per quanto riguarda gli impianti in esercizio, in termini di numerosità, la maggior parte degli interventi qualificati riguarda impianti idroelettrici (1.163). Sono però gli impianti eolici quelli che hanno comportato la maggior potenza installata relativamente agli impianti nuovi (4.113 MW su 6.691 MW totali)”.

Il 34% dei CV (Certificati Verdi) emessi ha riguardato impianti già esistenti, per un totale di 16 milioni di certificati, eccesso notevole rispetto la quota d’obbligo per il 2009 di 8,5 milioni. La situazione regionale, pur certificando uno stato di diffusione degli impianti su tutto il territorio nazionale, è ancora assai variegata con la Lombardia che guida (11.892 GWh prodotti nel 2008, pari al 20% della produzione totale) e la Sicilia che ha ancora un notevole gap da recuperare (1.201 GWh prodotti nel 2008). L’unico settore dove l’Isola spadroneggia è l’eolico (1.044 GWh prodotti), seconda solo alla Puglia (1.317 GWh), con tutte le nefaste conseguenze in termini di collegamenti affaristici e speculazioni non troppo limpide, di cui l’affaire Nicastri costituisce la punta di un iceberg di relazioni probabilmente assai più profonde.

In Italia la produzione da fonte idrica resta la componente principale delle fonti rinnovabili. “Il parco impianti idroelettrici - si legge nel rapporto - rappresenta il rinnovabile storico italiano; la maggior parte dei grandi impianti sono installati nel Nord Italia, la loro costruzione risale all’inizio del secolo scorso e ancora nel 2008 rappresentano il 74% della potenza rinnovabile totale”. L’Isola in questo settore resta però molto indietro con appena 70 GWh nel 2008.

Timidi segnali di ripresa si intravedono nel solare fotovoltaico (10,7 GWh nel 2008). Nel 2009 la produzione incentivata da “fonti assimilate” ha visto la leadership indiscussa di Toscana (4.164 GWh), Sardegna (4.066 GWh) e Puglia (3.644 GWh), mentre la Sicilia si è fermata a quota 3.103,5 GWh.

L’Isola arriva a 72,9GWh per quanto riguarda l’incentivazione da fonte rinnovabile, pari all’1,1% del totale nazionale contro il 25% della Lombardia. Il prezzo zonale mediamente più alto per il 2009 si è avuto in Sicilia, che ha inoltre fatto registrare anche il prezzo zonale medio più alto nel mese di gennaio con un valore di 153,90 Euro/MWh.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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