Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Cimino e Bufardeci verso nuova avventura
di Raffaella Pessina

I due assessori che sono usciti dalla giunta Lombardo definitivamente. Miccichè punta ad un partito di vocazione siciliana

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè, Saverio Romano, Michele Cimino, Titti Bufardece



PALERMO - Punta alle riforme il governo Lombardo che ha deciso di proseguire la sua corsa senza l’appoggio dell’ormai finito Pdl Sicilia di Gianfranco Miccichè.
Lunedì il sottosegretario alla Presidenza ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale i due assessori della ex giunta Lombardo hanno annunciato le proprie dimissioni per seguire il progetto politico del loro leader. “Comincia una nuova avventura - ha detto Cimino - e non mi dispiace di non ricoprire più il ruolo di vice presidente della Regione siciliana. Con l’amico Bufardeci seguiremo Gianfranco Micciché nella creazione del Partito del Popolo dei Siciliani”. L’occasione per Miccichè è stata quella di ufficializzare il divorzio da Raffaele Lombardo. è stata anche l’occasione per sparare a zero sul Governatore della Sicilia. Secondo Micciché, la nascita del quarto governo Lombardo paralizzerà ulteriormente l’azione amministrativa della Regione. I tecnici dovranno imparare il lavoro degli assessori e saranno, a detta del sottosegretario, “dei perfetti incompetenti”.

Miccichè ha aggiunto: “Per questo motivo lancio un appello al Pd: non fatevi infinocchiare dal ‘governo dei tecnici’, per la Sicilia è un dramma. Ora non ha più senso, Lombardo, autore di un vero e proprio ribaltone, metta dei politici nella sua giunta, questi tecnici sono incompetenti, non hanno idea di come si governi una Regione. Attenzione, io amo troppo questa terra per non sperare di sbagliarmi, ma temo che non sarà così, i fatti mi daranno ragione”. Subito è arrivata la risposta del capogruppo all’Ars dell’Mpa Francesco Musotto: “Spiace che questo processo di riforme di sistema abbia trovato così tanti oppositori in Sicilia, nell’Udc come nel Pdl, che oggi dunque gridano al vento, e spiace apprendere che ci siano resistenze anche nei confronti di una proposta tecnica che è  anche una proposta di responsabilità. Una idea che ha chiamato alla collaborazione professionisti e tecnici, oltre che quelle forze politiche che, abbandonando pregiudizi e barriere ideologiche, hanno intelligentemente compreso che occorre presentarsi compatti per fronteggiare l’atteggiamento isolazionista dei poteri romani”.

Saverio Romano, segretario regionale dell’Udc ha detto: “La realtà è che la Sicilia è in piena recessione economica e che il tasso di disoccupazione è alle stelle, senza dimenticare che i fondi comunitari Lombardo e la sua giunta non sono riusciti a spenderli. Ma ciò che è più grave è che oggi chi ha perso le elezioni, il Pd, è al governo, e chi le ha vinte, Pdl e Udc, è all’opposizione”. Sempre nel corso della conferenza stampa Miccichè ha anche parlato dei fondi Fas: “verranno sbloccati – ha detto - ma come spiegare che, dei precedenti fondi, circa 1 miliardo e 700 milioni sono bloccati perchè manca la firma del presidente Raffaele Lombardo? Qui regna la paralisi. La Regione non dà un ok nemmeno alla costruzione di un marciapiede, non si apre un solo cantiere, non si crea alcun posto di lavoro. La giunta Lombardo è il governo del “no”. Micciché ha anche approfittato per annunciare la sua disponibilità a un’eventuale richiesta di candidatura alla guida di Palazzo d’Orleans e lanciare il nuovo progetto politico di un partito a vocazione territoriale. “Non abbiamo abbandonato l’idea del Partito del Sud – ha aggiunto Micciché – solo che entrare nelle dinamiche politiche delle altre Regioni diventa più complicato, preferiamo partire dalla Sicilia.
 
Faremo il nuovo Partito del Sud seguendo lo schema della Lega: abbiamo già accordi in Campania e Puglia, nell’arco di un anno saremo pronti a convocare l’assemblea costituente. Il nostro sarà il partito del “si”, sarà il partito capace di sfruttare al meglio le risorse economiche che arriveranno in Sicilia, sarà un partito che non si opporrà a tutto. Sono pronto a candidarmi per il bene della Sicilia, se sarà necessario. Il centrodestra ha bisogno di uomini che si preoccupino in modo serio della Sicilia ci sono tante persone capaci, io se me lo chiederanno darò la mia disponibilità”.

Il sottosegretario ha anche specificato che i gruppi di Camera e Senato per ora rimarranno intatti: “Non usciamo dal gruppo del Pdl alla Camera e al Senato, ma non rientriamo a livello regionale nel Pdl; con i deputati del gruppo, che non vanno al governo, ci incontreremo nei prossimi giorni. La mia proposta sarà di partire da questo partito a vocazione siciliana”.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus