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Quotidiano di Sicilia

Credito al consumo, più tutela e maggiori obblighi di trasparenza
di Eloisa Bucolo

Nuove norme: diritto di ripensamento per chi acquista a rate

Tags: Credito Al Consumo



CATANIA - Per tutelare i consumatori e conferire ai creditori maggiori obblighi di trasparenza è stata recepita lo scorso 29 luglio la direttiva europea 48/2008 che introduce in Italia nuove regole sul credito al consumo.

Importanti le novità che arricchiranno il Testo unico bancario (Tub), ma sarà necessario, per vederle realizzate, attendere il 31 marzo 2011, tempo limite assegnato al governo per emanare i decreti attuativi. La direttiva interviene nel regolamentare il rapporto triangolare consumatore - venditore - operatore finanziario.

Attualmente, infatti, la dilazione del pagamento comporta diversi rischi per i consumatori: dall’informazione incompleta che spesso, volutamente, li induce a pensare che potranno facilmente onorare il proprio debito, al rischio di dovere pagare a rate un servizio o una merce mai ricevuti.

Le nuove regole si applicheranno a finanziamenti tra 200 e 75mila euro.
Gli operatori finanziari non potranno, concedere prestiti che i debitori, in base alla loro capacità reddituale, non potranno realmente onorare. Dovranno fornire informazioni più chiare su costi, tassi d’interesse, penali e oneri da sostenere e riportare a quanto ammonta il prezzo finale (Taeg) del prodotto pagato a rate, vero indicatore del prestito.

Il sottoscrittore riceverà maggiore tutela davanti alla necessità di bloccare un finanziamento collegato ad un acquisto non andato a buon fine. Sarà, infatti, più facile chiedere l’annullamento del contratto di credito stipulato e l’utente si potrà avvalere del diritto di ripensamento che consentirà di sciogliere l’accordo sottoscritto con il creditore “senza dare alcuna motivazione ” entro 14 gg dalla stipula del contratto. Non sono neanche previste penali, ma, al massimo, dovranno essere pagati gli interessi maturati sul capitale dalla data del prelievo del credito fino al momento del ripensamento.

Diventerà più semplice anche chiedere l’annullamento del contratto di credito collegato, nel caso in cui il venditore/fornitore risulterà inadempiente. Infatti, il sottoscrittore, che non abbia avuto risposta dopo aver messo in mora il creditore e aver chiesto l’adempimento, potrà, chiedere l’annullamento del contratto di credito collegato. Resta la possibilità in questi casi di richiedere anche la restituzione delle rate già pagate.
Vi saranno albi separati per le due figure di agenti e mediatori finanziari e sarà più incisiva la vigilanza di Bankitalia.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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