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Quotidiano di Sicilia

Formazione mangiasoldi. I numeri degli sprechi
di Michele Giuliano

Quasi 10 mila dipendenti, 1.500 enti accreditati per corsi inutili. In un anno realizzati quasi 5 mila percorsi formativi

Tags: Formazione, Maurizio Bernava



Di tutto e di più è venuto fuori dalla formazione professionale siciliana. Ad esempio che nell’ultimo decennio si è arrivati a 1.400 enti regolarmente accreditati contro i 42 del 1999. Questo ovviamente ha portato anche ad un ingrossamento delle persone a “carico” del bilancio della Regione e inserite nelle piante organiche dei vari enti di formazione: secondo l’ultimo censimento del Dipartimento della Formazione professionale della Regione se ne contano ben 9.200 unità. Ecco perché oggi la Regione si trova quasi ad una spesa “obbligatoria” nel piano regionale dell’offerta formativa che sfora i 240 milioni di euro. Con il blocco delle assunzioni il governo siciliano è convinto che nell’arco di qualche anno si potranno risparmiare una decina di milioni di euro con i vari pensionamenti in vista. Oggi però la realtà è impietosa: da una precedente inchiesta fatta nelle pagine del Qds si è scoperto che la Regione spende complessivamente per la formazione 340 milioni di euro, considerando anche gli altri fondi provenienti dall’Ue, per realizzare 5.000 corsi in un anno. La Regione Lombardia (che conta il doppio degli abitanti della Sicilia) ne spende 357 milioni di euro ma realizzando 7 volte e mezzo di più dei corsi formativi. Mentre il governo regionale parla di nuova stagione contro gli sprechi i sindacati smentiscono: “C’è un uso distolto dei fondi dell’Unione Europea per la formazione professionale” attacca il segretario regionale della Csil, Maurizio Bernava. “Il governo ha il dovere – ha aggiunto Claudio Barone della Uil - di mettere il settore in sicurezza, di fare la riforma e di garantire le retribuzioni ai lavoratori. Basta con la demagogia, passiamo adesso agli interventi concreti”.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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